[25/11/2008] Energia

Medvedev in Brasile a parlare di petrolio e biocarburanti. Le sua cannoniere in Venezuela

LIVORNO. Il presidente russo Dimitri Medvedev è da ieri in Brasile per una visita ufficiale di 3 giorni e secondo il suo consigliere diplomatico Segei Prikhodko questo viaggio «darà un forte impulso all´insieme delle relazioni bilaterali mirante a trasformarle in un partenariato strategico reale e a moltiplicare gli scambi economici e i contatti scientifici, al fine di forgiare un´alleanza tecnologica tra i due Paesi».

La carne al fuoco è molta: oggi Medvedev visiterà il gruppo pubblico petro-gasiero Petrobras che presenterà l´esperienza brasiliana sulle prospettive di valorizzazione dei giacimenti offshore ad alta profondità e il programma nazionale per i biocarburanti, ma incontrerà anche imprenditori brasiliani che operano nei campi dell´energia, delle miniere, nell´agroalimentare e nel settore bancario.

Domani il presindente russo incontrerà il presidente Lula e dispiegherà probabilmente tutte le allettanti offerte dello Stato-mercato russo che cerca nuovi spazi in America Latina. Non a caso si è portato dietro il ministro degli esteri Sergei Lavrov, quello dell´energia Sergei Chmatko, il direttore dell´Agenzia spaziale Roskosmos, Anatoli Perminov, l´amministratore delegato del gruppo petrolifero Lukoil, Vaguit Alekperov e il vicepresidente dell´onnipresente Gazprom, Alexand.

Un elenco che è anche una lista della spesa e delle intenzioni di Mosca a sbarcare alla grande in Sudamerica, magari come sta facendo con le sue navi da guerra che oggi attraccheranno nel porto venezuelano di La Guaira, a 30 km da Caracas: si tratta dell´incrociatore nucleare lanciamissili Piotr Veliki, della nave antisottomarini Admiral Tchabanenko e di varie navi appoggio.

Una presenza sollecitata è gradita dal presidente venezuelano Hugio Chavez, che con le navi russe farà nel Caraibi, nell´ex mare nostrum degli Usa, esercitazioni militari congiunte esibendo le armi acquistate proprio a Mosca.

Chavez, fresco vincitore delle elezioni negli Stati del Venezuela, che hanno dato un´ulteriore patente democratica al suo regime, è al settimo cielo: «Sono un soldato e partecipo all´elaborazione del piano – ha detto l´ex paracadutista già golpista - La marine venezuelana, e probabilmente l´aviazione rappresentata da una squadriglia di caccia SU-30MK2, prenderanno parte alle esercitazioni congiunte».

Medvedev è atteso a Caracas per il 26 e 27 novembre, e Chavez spiega: «Non so se avrà il tempo di visitare la flotta», ma dopo aver mostrato sotto il naso di Bush (ma ancor più, preventivamente, di Obama) tutti i muscoli gonfiati con il doping militare russo Chave spiega amabilmente che questa «esercitazione amichevole di interazioni tra le flotte non è orientata contro alcun Paese. Non si tratta di una provocazione. La cooperazione con la Russia in differenti campi risponde alla nuova realtà del mondo multipolare».

Un mondo che non si scandalizza più se il presidente della Russia invade il cortile di casa brasiliano governato da un presidente di sinistra e se le cannoniere russe approdano e scorazzano nei Caraibi con a bordo il nemico pubblico numero 1 che sogna di diventare il nuovo Fidel Castro petrolifero e di esportare il socialismo bolivarista in tutta l´America latina.

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