[24/11/2008] Consumo

Nell´ecoguida di Greenpeace dei prodotti tecnologici sempre in testa Nokia, ma i miglioramenti sono pochi

LIVORNO. Negli ultimi dodici mesi la maggior parte delle aziende elettroniche si è mostrata poco attenta sul fronte dei cambiamenti climatici. Lo sostiene la decima edizione dell´eco-guida di Greenpeace, secondo cui nonostante molto green marketing, tante aziende si impegnano ancora troppo poco per risolvere i problemi legati all´impatto dei loro prodotti sull´ambiente.

Dalla prima edizione dell’Eco-guida ad agosto 2006, ci sono stati dei graduali passi avanti sull’eliminazione delle sostanze tossiche esulla gestione dei rifiuti elettronici, ma solo una piccola parte delle aziende sta diventando veramente leader in materia di energia e clima.
Nelle ultime tre edizioni, infatti, è stato introdotto il criterio clima ed energia che prende in considerazione diversi aspetti, dalle emissioni dirette di gas serra alle performance dei prodotti di consumo, dall’uso di energia rinnovabile all’impegno politico delle aziende sui tagli globali delle emissioni.

Motorola, Microsoft, Dell, Apple, Lenovo, Samsung, Nintendo ed LG Electronics restano notevolmente indietro, senza nessun piano per tagliare le proprie emissioni di gas serra e senza nessun supporto degli obiettivi da rispettare per evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici. Queste multinazionali potrebbero fare una grande differenza per evitare una crisi del clima, da una parte tagliando le proprie emissioni e dall’altra chiedendo ai governi di fare lo stesso.

«Sembra che le multinazionali dell’elettronica non si preoccupino affatto di quanto sia urgente tagliare le emissioni globali di gas serra - dichiara Vittoria Polidori, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia - E’ deludente vedere che queste aziende così innovative e in rapido cambiamento non diventino leader in campo climatico, nonostante il prezioso business che ne ricaverebbero».

La maggior parte dei punti ottenuti dalle aziende su questo criterio arriva dai miglioramenti sull’efficienza energetica dei prodotti: metà delle 18 aziende ora si posiziona con un punteggio superiore a 5/10.
Solo tre aziende invece, Fujitsu Siemens computers, Philips e Sharp, supportano il livello di tagli dei gas serra individuato dalla scienza.
Mentre Philips e HP ottengono il massimo punteggio per l’impegno nel ridurre le emissioni dei propri impianti e dalla catena di approvvigionamento.

Gran parte delle multinazionali usa poca energia proveniente da fonti rinnovabili, nonostante alcune producano pannelli solari. Fa eccezione Nokia, con una quota impiegata di energia rinnovabile del 25% e l’obiettivo di elevarla al 50% entro il 2010. Altri brand impegnati su questo fronte sono Fujitsu Siemens Computers (FSC), Microsoft, Toshiba, Motorola e Philips.

Nonostante si posizionino bene sui recenti criteri climatici, Phillips continua a fare lobby sulla Commissione europea contro il principio di responsabilità individuale del produttore e HP non ha ancora in commercio alcun articolo privo delle sostanze pericolose, ne’ si impegna in tal senso. Esempi positivi sul piano chimico sono Nokia, Sony Ericsson, Toshiba, FSC. Apple perde un posto in classifica, nonostante abbia migliorato il suo punteggio per la commercializzazione dei nuovi iPods privi di Pvc e ritardanti di fiamma.

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