[21/11/2008] Comunicati

La commissione Ue ha approvato il protocollo sulla Vas

LIVORNO. Il panorama normativo europeo sulla valutazione ambientale strategica si allarga: la Commissione europea ha deciso di approvare il protocollo sulla Vas della convenzione Onu/Cee sulla valutazione dell’impatto ambientale in un contesto trasfrontaliero firmata a Espoo nel 1991. L’Ue dunque si impegna a presentare l’elenco degli strumenti giuridici aggiornandoli.

Comunque sia l’Ue già prevedeva la Vas, la forma di valutazione dell’impatto che l’attività umana può produrre sull’ambiente. E la prevedeva come vincolante per i suoi Stati membri: la direttiva europea sulla Vas è infatti del 2001 e riguarda determinati piani e programmi. L’Italia fra l’altro ha recepito soltanto recentemente le disposizioni (testo unico ambientale del 2006) tanto che è stata condannata dalla Corte di giustizia europea per questo. Mentre in alcune regioni come la Toscana la legge che recepisce la direttiva è in vigore da prima del 2006.

Lo scopo della Vas è di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi. Perché cerca di prevedere gli effetti nel lungo periodo delle decisioni che vengono adottate e di valutare se tali decisioni risultano davvero sostenibili.

E quindi rappresenterebbe una soluzione innovativa perché si ispira al principio di integrazione delle valutazioni ambientali al pari di quelle economiche e sociali nell’ambito di procedimenti di approvazione di piani e programmi dove anche gli interessati possono partecipare al procedimento.

Non a caso la valutazione viene definita come strategica in quanto si presenta come uno strumento di supporto alle decisioni da prendere da parte degli organi competenti. Da fare prima, durante e dopo l’approvazione (si prevede un continuo monitoraggio del programma o piano), ha come oggetto i processi di formazione di piani e programmi e non di singole opere o progetti. Ecco perché si differenzia dalla Via (Valutazione di impatto ambientale) che ha come oggetto, appunto la singola opera.

Sebbene la direttiva sulla Vas segua di oltre 15 anni quella sulla Via che è del 1985, la Vas rappresenta nel novero degli strumenti di valutazione ambientale preventiva degli impatti ambientali l’antecedente “logico e temporale” della Via. Via e Vas sono entrambe istituti di tutela ambientale preventiva, ma sono due istituti distinti se pur strettamente correlati. Mentre la Vas fornisce una valutazione sulla “sostenibilità ambientale” di una scelta di carattere strategico, la Via assicura una valutazione della “compatibilità ambientale” di un singolo progetto. Il che ha anche dei riflessi sulla natura giuridica dell’atto valutativo: mentre nella Via il rapporto fra il proponente e l’autorità competente è di tipo autorizzatorio, nella Vas la relazione fra tra l’autorità che elabora il piano o il programma e l’autorità con competenze ambientali è tendenzialmente di tipo consultivo.

Ma nonostante il suo valore la Vas non riscuote un forte successo: a livello nazionale le sua applicazioni si contano sulle punta delle dita. Più successo lo ha riscosso a livello regionale (e non in tutte le regioni) perché in virtù del potere legislativo delle Regioni, gli enti territoriali hanno fatto propria la normativa comunitaria: ad esempio la Toscana la prevede nella legge 1/2005 “Norme sul governo del territorio” e ne regola l’applicazione nei relativi atti amministrativi attuativi. Per alcuni piani la valutazione è stata attuata e altri sono in corso di completamento come ad esempio per il piano di coordinamento territoriale di Livorno.

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