[20/11/2008] Energia

La Cina è meno inquinata: chiude vecchie fabbriche e investe sull´acqua

LIVORNO. Secondo il ministro dell´ambiente della Cina, Zhu Shengxian, «Un controllo rigoroso dell´ambiente ha ridotto l´ammontare dell´inquinamento in Cina nel primo semestre dell´anno. L´inquinamento idrico sarebbe calato del 2,48% su base annua, quello atmosferico avrebbe visto le emissioni di biossido di zolfo prodotte dalla combustione del carbone fermarsi a 12,13 milioni di tonnellate, con un calo del 3,96%.

«Queste riduzioni – ha detto il ministro – sono state realizzate grazie a misure di controllo continue dell´inquinamento così come alla chiusura di alcune fabbriche obsolete che consumavano molta energia. Le decisioni prese dal governo per ridurre la realizzazione di prodotti industriali che consumano molta energia, come l´acciaio, l´elettricità ed il cemento hanno ugualmente contribuito al calo delle emissioni inquinanti». La Cina ha chiuso piccole centrali inquinanti che producevano in totale 8,36 MW.

Nel 2008 sono state equipaggiate con tecnologie di desolforizzazione centrali elettriche a carbone cinesi per una potenza installata di 40.600 MW ed impianti di trattamento delle acque sono in costruzione in tutta la Cina e già ora possono trattare 6,78 milioni di tonnellate di scarichi idrici industriali al giorno.

Intanto, il Consiglio degli affari di Stato (il governo cinese) ha annunciato che la Repubblica Popolare investirà 20 miliardi di yuans (circa 2,9 miliardi di dollari) per salvaguardare l´acqua nelle aree rurali. Una misura presa che «fa parte di quelle destinate a stimolare la domanda interna e che si integra con le misure di rilancio che ammontano a 100 miliardi di yuans sbloccati per il quarto trimestre – spiega il ministro delle risorse idriche Chen Lei – . Questo denaro è destinato principalmente ai progetti di rafforzamento dei bacini idrici artificiali, al risparmio idrico nelle principali zone irrigue, e ad assicurare la qualità dell´acqua potabile nelle campagne». Il vice-primo ministro di Pechino, Hui Liangyu, ha sottolineato che «il nostro obiettivo è quello di poter terminare di migliorare la sicurezza dei principali bacini nel 2010, di fornire acqua potabile in tutte le campagne nel 2013 e di terminare la costruzione delle infrastrutture per economizzare l´acqua irrigua in tutto il Paese nel 2020».

Il lavoro da fare è molto: in Cina il 53% delle terre arabili è privo di reti irrigue adeguate, il che produce una perdita di produzione di cereali che è valutata in 50 miliardi di tonnellate all´anno, nel 2007 l´intera produzione cinese è arrivata a 501,6 miliardi di tonnellate, ma Pechino punta a superare il record del 1998 ( 512,3 miliardi di tonnellate) per star dietro alla crescita di consumi ed alla produzione di carne.

Per l´acqua la situazione è più che critica: la metà dei bacini idrici artificiali è in cattivo stato ed un terzo delle aree rurali manca di un adeguato rifornimento di acqua potabile.

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