[20/11/2008] Rifiuti

La strategia dell´Ue per una demolizione più sicura delle navi

BRUXELLES. La Commissione europea ha presentato una strategia comunitaria per fare in modo che le navi in disarmo vengano demolite in modo più sicuro per i lavoratori e per l´ambiente.
«Ogni anno nel mondo vengono smantellate tra le 200 e le 600 navi mercantili di grossa portata per recuperarne i rottami – spiega la Commissione - Molte navi in disuso in Europa sono demolite sulle spiagge dell´Asia meridionale. La mancanza di tutela nei confronti dell´ambiente e l´assenza di misure di sicurezza si traducono in un´elevata frequenza di infortuni, in rischi per la salute e nell´inquinamento di ampi tratti di costa.

La strategia proposta dall´Ue per garantire una migliore demolizione delle navi comprende iniziative per contribuire a mettere in atto gli elementi principali di una convenzione internazionale sul riciclaggio sicuro delle navi, che dovrebbe essere pronta nel maggio 2009. La proposta presenta anche misure per incentivare azioni volontarie da parte dell´industria marittima e un maggiore controllo dell´applicazione della legislazione Ue in vigore sulle spedizioni di rifiuti».

Il numero di cantieri che demoliscono navi all´interno dell´Ue è diminuito negli ultimi 20 anni e non c´è più la capacità necessaria per trattare le flotte mercantili di grossa stazza dei Paesi Ue o che sono di proprietà di società europee. Così la gran parte delle navi è demolita in India, Bangladesh e Pakistan, dove migliaia di persone lavorano in condizioni di salute e di sicurezza disumane, esposte spesso a materiali pericolosi, come amianto, bifenili policlorurati (Pcb) e idrocarburi.

L´Ue prevede un ulteriore aggravamento del problema nei prossimi anni, quando si raggiungerà il picco delle demolizioni delle 800 petroliere a scafo unico, che vengono gradualmente sostituite da quelle a doppio scafo.

Secondo il commissario europeo all´ambiente, Stavros Dimas, «Negli ultimi anni c´è stato indubbiamente un miglioramento delle pratiche messe in atto dall´industria, ma la demolizione delle navi continua ad essere un problema serio. I lavoratori dell´Asia meridionale sono sfruttati e rischiano la vita perché lavorano in condizioni deplorevoli, mentre le zone costiere sono inquinate e gli ecosistemi minacciati. La soluzione migliore per risolvere questa crisi è la collaborazione a livello di Ue e in ambito internazionale.

L´Ue attende con fiducia la convenzione prevista per il prossimo anno, che dovrebbe imporre norme vincolanti a livello internazionale, ed è già all´opera per sostenere le nuove norme. La strategia presentata oggi dovrebbe far sì che le navi che hanno forti legami con l´UE siano demolite solo in impianti sicuri e in modo compatibile con l´ambiente».

L´Organizzazione marittima internazionale (Imo) sta preparando una convenzione internazionale sul riciclaggio sicuro delle navi, con norme internazionali vincolanti e che vuole a livello mondiale un sistema di controllo e applicazione "dalla culla alla tomba", basato principalmente su controlli e certificazione delle navi oltre che sulle autorizzazioni per gli impianti di riciclaggio. I negoziati finali dovrebbero concludersi nel maggio 2009 ma la convenzione non entrerà verosimilmente in vigore prima del 2015.

La strategia dell´Ue prevede misure per migliorare rapidamente le condizioni di demolizione delle navi, con un periodo transitorio prima dell´entrata in vigore della convenzione Imo, e prevede: avvio, subito dopo l´adozione della strategia, dei preparativi per definire gli interventi sugli aspetti principali della convenzione, come i controlli, la certificazione e l´inventario dei materiali pericolosi presenti a bordo; incentivo all´azione volontaria da parte dell´industria con iniziative quali riconoscimenti per le attività esemplari di riciclaggio ecologico o la pubblicazione di linee guida, ad esempio un elenco di impianti "ecologici" per la demolizione delle navi; assistenza e supporto tecnici ai paesi in via di sviluppo nel campo della formazione in materia di sicurezza e delle infrastrutture essenziali a garantire la tutela della salute e dell´ambiente; migliore controllo dell´applicazione della normativa vigente sulle spedizioni di rifiuti, in particolare maggiori controlli nei porti europei, cooperazione e scambio di informazioni più intensi tra le autorità dell´Ue e creazione di un elenco delle navi destinate alla demolizione.

La Commissione deve verificare la possibilità di predisporre un sistema di certificazione e audit per gli impianti destinati al riciclaggio delle navi di tutto il mondo e valutare come incentivare le navi Ue a farvi ricorso; far applicare le norme Ue sulla demolizione ecologica alle navi da guerra e alle altre navi di Stato che non sono disciplinate dalla convenzione; istituire un sistema internazionale di finanziamento obbligatorio per la demolizione ecologica delle navi.

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