[30/10/2008] Comunicati

Il green job al centro delle elezioni Usa

LIVORNO. A pochi giorni dal verdetto finale delle elezioni presidenziali Usa, il tema principale di discussione degli statunitensi è diventata la disoccupazione: la crisi economica sta divorando posti di lavoro e McCain ed Obama sono chiamati a dare risposte. Obama lo ha fatto ieri col costosissimo mega-spot televisivo di mezz´ora che ha messo al centro proprio le difficoltà delle famiglie, di quel ceto medio che sta scivolando sempre più verso il basso, lasciandosi dietro un deserto di case vuote e di scaffali di supermercati pieni.

Ma la novità è che, in un Paese come l´America che di solito esce dalle grandi crisi economiche in avanti, la campagna elettorale ha visto fare irruzione ad un tema "ostico" e "complicato": il rapporto tra creazione di nuovi posti di lavoro e la necessità di una nuova politica energetica. E così, mentre in Italia la Prestigiacomo, Tremonti e Scajola vanno in tutt´altra direzione, in America repubblicani e democratici vedono, pur da angolazioni distanti, nella necessità dell´innovazione tecnologico-energetica una potente leva per rilanciare uno sviluppo "risistemato".

E´ certo che conservatori e "liberal" anche negli Usa hanno analoghe motivazioni e opzioni piani diversi, però li hanno... Probabilmente non tutte le proposte di Obama e MacCain creeranno davvero lavoro "verde", ma è certo che il candidato democratico ha accentuato nelle ultime settimane i riferimenti "green jobs" come occasione di alta qualità dei prodotti e lavoro ambientalmente sostenibile, facendo di questi uno dei pilastri della sua campagna elettorale. Nuovi posti di lavoro che dovrebbero venire dall´efficienza energetica degli edifici, dalle tecnologie pulite, dai pannelli solari e dalle pale eoliche: «Non esiste migliore guida potenziale, che pervade tutti gli aspetti della nostra economia, di una nuova energy economy. Questa sarà la mia priorità numero 1».
Per creare posti di lavoro verdi e promuovere l´innovazione tecnologica, il candidato democratico pensa, per i prossimi 10 anni, ad uno stanziamento di 150 milioni di dollari in aiuti governativi a programmi per le energie rinnovabili e l´efficienza ed il risparmio energetico. Il suo programma elettorale prevede di creare 5 milioni di posti di lavoro, «ben pagati e che non possono essere esternalizzati», nell´edilizia sostenibile, nel solare termico e fotovoltaico, nell´eolico e nei carburanti per auto puliti. Obama si è detto favorevole anche ad un "renewable energy portfolio standard" che preveda una quota del 25% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Il candidato afro-americano è credibile perché viene dall´Illinois, uno Stato che dipende in maniera pesante dal nucleare e dal carbone per produrre energia e perché prima di candidarsi aveva appoggiato una legge per favorire la carbon, capture, and sequestration (Ccs) nelle centrali elettriche, sollevando però le perplessità di Greenpeace e di altre associazioni che sono contrarie a questa tecnica di cattura della CO2.

Obama ha anche detto di essere «Not nuclear proponent» e che non intende inserire il nucleare nelle sue scelte se non verrà trovata una soluzione per lo stoccaggio delle scorie nucleari. Anche il repubblicano John McCain appoggia l potenziamento delle energie rinnovabili e l´efficienza energetica, anche se il suo programma non spiega come estendere il "green job", il sospetto è che tra questi voglia includere anche i 700.000 posti di lavoro che secondo lui verrebbero dalla realizzazione di 45 nuove centrali nucleari che vorrebbe costruire entro il 2030.

Senza il nucleare secondo McCain l´America rischia di non avere la tanta energia che divora, anche se recentemente ha ammesso che esistono serie preoccupazioni ambientali per quel che riguarda lo smaltimento delle scorie nucleari e le miniere di uranio. Se però si sfoglia il Piano "Jobs for America" di McCain di verde se ne trova poco: più lavoro dal potenziamento delle industrie estrattive, espansione della ricerca sulle tecnologie Ccs, via libera alle estrazioni di petrolio e gas anche nelle aree protette...

Ben Block del Worldwatch institute fa notare che «Le industrie del carbone, del petrolio e del gas naturale, tuttavia, recentemente richiedono un sempre minor numero di lavoratori, negli ultimi anni le attrezzature minerarie sostituiscono i lavoratori». La Green jobs for America campaign, una coalizione di ambientalisti e sindacati ha chiesto al governo di mettere a disposizione 100 miliardi di tax credits, per garantire investimenti nelle tecnologie e nei lavori "verdi" e stima che così si creerebbero 2 milioni di posti di lavoro in due anni.

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