[30/10/2008] Energia

In Bretagna l´energia viene dal mare

LIVORNO. Delle turbine sommerse che sfruttano l´energia delle maree e delle correnti, che i francesi chiamano "hydroliennes" e gli inglesi "tide turbine" stanno per essere collocate al largo della Bretagna, un impianto sperimentale del genere esiste già da maggio nell´European marine energy centre (Emec) nelle Orkney, in Scozia. Électricité de France (Edf) ha annunciato di aver affidato alla società irlandese OpenHydro Group la costruzione delle prime "hydroliennes" nel sito de Paimpol-Bréhat, sulle Côtes d´Armor, in Bretagna. L´area marine prescelta beneficia di correnti che hanno livelli di intensità tra i più elevati della costa francese ed è tra la più vocata in Europa per sperimentare tecnologie pilota di questo tipo.

In Bretagna esiste già dal 1966 alla foce del fiume Rance, vicino Saint-Malo una centrale che sfrutta i flussi di marea che raggiungono dislivelli fino a 13 metri e mezzo e che produce il 3% del fabbisogno elettrico di questa regione francese, ma si basa su un´altra tecnologia: una diga con 6 chiuse di entrata e uscita per vuotare e riempire rapidamente la foce e 24 turbine a bulbo.

Le turbine sottomarine utilizzeranno l´energia mareomotrice, cioè l´energia cinetica delle correnti sottomarine. Edf ha detto di aver scelto OpenHydro Group «nel quadro del suo progetto pilota di realizzazione de impianti hydrolienne per produrre elettricità a partire dall´energia contenuta nelle correnti delle maree».

Il progetto Edf - OpenHydro punta ad installare in Bretagna da 4 a 10 hydroliennes, per una potenza istallata da 2 a 4 MW. Le turbine saranno collegate progressivamente alla rete di distribuzione elettrica a partire dal 2011.

Secondo Edf la tecnologia «non necessita di lavori sottomarini», le turbine sono totalmente immerse e facili da collocare, anche se potrebbero sorgere problemi di manutenzione.

Il primo impianto sperimentale di Paimpol-Bréhat servirà a permettere di «testare la tecnologia in condizioni reali e di valutare precisamente il suo impatto sull´ambiente marino nel quadro di studi differenti»

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