[29/10/2008] Acqua

Acqua in brocca, Arezzo prova a educare i bambini nelle scuole

AREZZO. L’amministrazione comunale promuove l’utilizzo di acqua del “sindaco” da mettere quotidianamente in tavola in sostituzione delle acque minerali. Si tratta di una battaglia culturale che deve essere estesa a vari livelli ma che giustamente deve partire dalle scuole, dove si formano le abitudini, comportamenti e gusti dei cittadini di domani. E come noto, spesso i bambini riescono a condizionare anche le scelte delle famiglie.

Con l’inizio dell’anno scolastico in realtà aumenta il consumo di bottigliette di acqua destinate ad accompagnare la colazione. L’amministrazione ha effettuato un’intervista informale nella classe prima F della scuola media “Margaritone” di Arezzo, dove è risultato che la quasi totalità degli alunni porta in classe la propria bottiglietta di acqua, a partire dal contenuto corrispondente ad un bicchiere. Di qui parte l’idea del progetto “Acqua in brocca” promosso dal Ceaa (Centro di educazione ambientale e alimentare del comune di Arezzo), in collaborazione con Nuove acque (gestore della rete idrica), Arpat, Asl 8, Aato 4 e curato da Legambiente e Fabbrica del Sole in cui viene evidenziata la qualità dell’acqua di rete.

«Il nostro laboratorio controlla l’acqua dell’acquedotto cittadino costantemente e i controlli sono molto rigorosi – dichiara Patrizia Bolletti, responsabile del Laboratorio del Dipartimento Arpat di Arezzo – inoltre, da qualche anno, la nostra acqua è di buona qualità già all’origine. Proviene dal fiume Tevere attraverso l’invaso di Montedoglio ed è controllata scrupolosamente in tutte le fasi di distribuzione. La potabilizzazione attraverso il processo di ozonizzazione evita la formazione di sostanze tossiche e il ricorso a dosi massicce di cloro che possono dare un cattivo odore all’acqua.

L’uso del cloro è limitato alle quantità obbligatorie per legge al fine di assicurare le condizioni di sterilità lungo tutta la rete ed è molto raro che determini odori sgradevoli che, in ogni caso, si volatilizzano arieggiando l’acqua. Per di più la nostra acqua non solo può essere classificata come oligominerale per la presenza dei minerali disciolti- conclude Bolletti- ma rientra anche nei parametri delle acque destinate all’infanzia per i bassi valori di nitrati».

Quindi acqua buona che può essere ottenuta con il semplice gesto di aprire il rubinetto, ma dal significato enorme in termini di sostenibilità ambientale se si lasciano le acque minerali. Innanzi tutto la riduzione degli imballaggi: milioni di bottiglie di Pet vendute ogni anno che hanno costi elevati di produzione, smaltimento, trasporto con relativo inquinamento.

Secondo il WWF sono 22 milioni le tonnellate d’acqua che ogni anno viaggiano nel mondo. «Lungo la filiera dal produttore, al grossista, al commerciante, al consumatore, migliaia di chilometri, gasolio e benzina bruciati, ossido di carbonio liberato, ettolitri di oli esausti da smaltire». In Italia continuiamo a consumare acque minerali in bottiglia, siamo tra i maggiori produttori e consumatori al mondo, e la beviamo non tanto per la qualità o per motivi di salute (tranne rari casi) ma perché la pubblicità attribuisce all’acqua talvolta qualità miracolose, garanzie di benessere fisico che non sono scientificamente riscontrabili. Per contro, i contenitori usati, i processi di imbottigliamento, di trasporto e di stoccaggio delle bottiglie presentano diversi punti di criticità che possono influire in modo determinante sulla qualità del prodotto al consumo.

Il progetto aretino sarà effettuato presso 3 scuole-pilota primarie del comune (Sante Tani, Montebianco, Pio Borri), in cui saranno svolti numerosi “interventi”: incontri di informazione per gli insegnanti con tecnici Arpat e USL8, incontri preparatori con dirigenti, docenti, personale mensa e genitori, indagine preliminare per le famiglie dei bambini delle 3 scuole coinvolte sul consumo di acqua del rubinetto e/o acqua minerale. Inoltre saranno distribuite brocche presso le mense scolastiche e borracce a tutti gli studenti coinvolti, saranno comunicate in bolletta i dati medi delle analisi sulle acque eseguite da Nuove Acque e pubblicazione sul sito dell’azienda, saranno posizionate fontanelle nelle scuole-pilota. A conclusione la Festa dell’acqua con animazioni curate dai bambini con l’auspicio degli organizzatori, di ampliare il progetto nei prossimi anni a tutte le scuole di Arezzo, esercizi commerciali e ai cittadini.

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