[29/10/2008] Consumo

Congo, riparte la guerra mondiale africana per le risorse. A zero la credibilità di Onu ed Occidente

LIVORNO. L´oriente della Repubblica democratica del Congo (Rdc) è nuovamente esploso: a Goma, il capoluogo del Nord-Kivu, sono ormai a 30mila i rifugiati che sfuggono agli scontri tra esercito regolare e bande armate ribelli che sembrano appoggiate dall´esercito ugandese e da quello de Rwuanda. E´ ripartita così, proprio sotto il naso del contingente Onu della Mission des Nations unies au Congo (Monuc) che doveva assicurare la tregua e la pace dopo 10 anni di quella che gli africani chiamano la terza guerra mondiale. La libertà e la democrazia c´entrano poco e nulla: si tratta di una guerra per procura per accaparrarsi le enormi ricchezze minerarie e naturali della Rdc e il giornale di Kinshasa "Le Potentiel" chiede all´Onu di intervenire per far deporre le armi al signore della guerra Nkunda (nella foto) e riprendere il dialogo nel quadro del programma Amani.

Rod Redmond, portavoce dell´Alto commissariato Onu per i profughi (Hcr) ha detto oggi che «La situazione è critica. Vogliamo verificare se questi campi (profughi) dispongono dei mezzi necessari per accogliere la gente. Siamo convinti che molti uomini e donne, estenuati e traumatizzati, avranno bisogno di aiuto medico, di cibo, d´acqua potabile e di altre cose. Rappresentanti del Hcr hanno già visitato due villaggi vicino Kibati, a una distanza di chilometri da Goma».

Ma dopo la conquista della base di Rumangabo da parte dei ribelli del Cndp di Laurent Nkunda, i soldati delle Forze armate della Rdc non si sono arresi ed i combattimenti sono ripresi, seminando il terrore tra i civili.

Gli scontri tra Farsc e e i combattenti del Cndp si sono estesi a tutta l´area di Kibumba-Rumangabo-Kalengera, a nord di Goma, nei territori di Rutshuru e Nyiragongo e i ribelli continuano ad occupare la base militare di Rumangabo e le città intorno.

Secon radio Okapi, violenti combattimenti sono segnalati sul fronte nord a Nyabirehe, vicino Kalengera, e sul fronte sud vicino a Kibumba, a 30 chilometri da Goma, nel Rutshuru.

Il governo di Kinshasa accusa apertamente l´Uganda di aver invaso il suo territorio con due battaglioni, quel che è certo è che tutta la popolazione di Nyiragongo, Rutshuru fuggita davanti agli invasori verso Kibumba e che ora si sta spostando verso Goma. Un esodo biblico che dai villaggi intorno a Rumangabo e Kalengera va invece verso la città di Rubare-Kiwanja.

Il Monuc sta rafforzando il suo dispositivo di sicurezza intorno a Goma e sull´asse Sake e Rutshuru, ma l´impotenza dell´Onu è evidente, così come il disinteresse occidentale per una guerra che non sembra finire mai, figlia anche degli eccidi in Burundi e Rwanda.

Quel che è impressionante è la determinazione e la forza esibita con la quale i ribelli del Cndp attaccano le forze armate regolari, con mezzi che fanno pensare, come già accaduto in passato, all´appoggio dei Paesi vicini che vogliono appropriarsi di risorse come il coltan ed altri minerali, ma anche del legname delle foreste.

Intanto il generale spagnolo Vicente Diaz de Villegas era stato dimissionato da comandante in capo del Monuc solo due mesi fa dopo aver preso il posto del generale senegalese Babacar Ndiaye. Il problema è che i caschi blu mancano di mezzi e risorse per far fronte ad una situazione devastante fatte di bande armate, soprusi, bracconaggio e attività minerarie illegali gestite da multinazionali e potenze straniere e "Le Potentiel" può dire: «Ecco che si conferma, una volta di più, l´esistenza di un complotto contro la Rdc. Hanno preferito fare partire un africano per rimpiazzarlo con un europeo che abbandona le sue truppe in "pieno combattimento". Comico per un ufficiale superiore. Sarà questo un segnale rivolto ai nemici della Rdc per proseguire i loro piani macchiavellici di balcanizzazione e di occupazione della Rdc, demoralizzando i Caschi blu ormai decapitati?».

Non lo sappiamo, ma sappiamo una cosa: la credibilità dell´Onu e dell´occidente è a zero, dopo l´infinita mattanza congolese che ha svenato e spogliato delle sue risorse uno dei Paesi potenzialmente più ricchi del mondo, armando i signori della guerra e sostenendo governi corrotti nel pieno disprezzo dei diritti umani e nella devastazione ambientale di una delle zone più belle ed importanti per la vita del pianeta.

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