[29/10/2008] Urbanistica

All´agricoltura sostenibile fa bene il Protocollo di Kyoto

LIVORNO. Ogni anno miliardi di dollari vengono stanziati grazie al Clean development mechanism (Cdm), del Protocollo di Kyoto, per finanziare iniziative volte a ridurre le emissioni di gas serra in ´atmosfera e 100 esperti di tutto il mondo si incontrano fino al 30 ottobre a West Lafayette, nell´Indiana (Usa), per decidere come impegnarli per finanziare lo sviluppo agricolo e il miglioramento delle condizioni di vita dei contadini poveri in tutto il mondo. Un incontro di alto livello organizzato dalla Fao insieme al Conservation technology information centre e con il supporto della United Nations Framework convention on climate change (Unfccc).

«Finora solo una piccola parte di tali fondi sono andati al settore agricolo - spiega una nota della Fao - sebbene esso offra un enorme potenziale per ridurre l´inquinamento da gas serra, in quanto ne costitutisce una delle maggiori fonti di emissione (contribuendo infatti a circa il 30% a livello globale, se si includono i cambiamenti di destinazione d´uso della terra e il settore zootecnico intensivo)».

Il mercato delle quote di CO2 ha ormai raggiunto i 12 miliardi di euro, grazie al Cdm che consente alle industrie dei paesi sviluppati di rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni di gas serra investendo in progetti salva-emissioni all´estero.

Secondo Theodor responsabile Fao per la Sustainable production intensification, «Questa è una situazione in cui tutti hanno da guadagnare. Abbiamo contemporaneamente la possibilità di porre un freno al cambiamento climatico, aiutare i contadini poveri a migliorare le loro condizioni di vita e promuovere una buona conservazione del suolo aumentandone la produttività».

Ma per ottenere finanziamenti Cdm i progetti devono essere misurabili scientificamente per quanto riguarda le reali riduzioni di gas serra rispetto all´agricoltura tradizionale, è quindi necessario trovare tecniche soddisfacenti per monitorare tali risultati e stabilire prezzi per il sequestro del carbonio che siano appetibili per i piccoli contadini.

Friedrich spiega che «Quando la terra viene dissodata ed arata, come nei sistemi tradizionali di coltivazione, la CO2 presente nel terreno viene rilasciata nell´atmosfera, contribuendo all´aumento della quantità di gas serra e quindi al cambiamento climatico. Ma sistemi di incremento produttivo sostenibile, come l´agricoltura conservativa senza aratura (Conservative agriculture, Ca), in cui i semi sono piantati direttamente nel terreno attraverso la copertura vegetale esistente, hanno un impatto ambientale molto minore.

L´agricoltura conservativa può infatti rimuovere rilevanti quantità di carbonio dall´atmosfera e trattenerle nel suolo. In teoria l´uso di tecniche di agricoltura conservativa in tutti i 5 miliardi di ettari di terra coltivata nel mondo, potrebbe portare al sequestro di 3 miliardi di tonnellate di carbonio dall´atmosfera ogni anno per trent´anni, che è all´incirca l´attuale tasso cui l´anidride carbonica prodotta dall´uomo cresce annualmente.

Un suolo ricco di carbonio, oltre ad essere più produttivo, è più salutare e trattiene maggiormente l´acqua, cosituendo quindi un miglior rimedio contro le alte temperature e contro l´incertezza nella frequenza delle precipitazioni, che è prevista aumentare sotto effetto del cambiamento climatico.

Usare i finanziamenti del Clean Development Mechanism per promuovere l´agricoltura conservativa o altri sistemi di incremento produttivo sostenibile nei paesi in via di sviluppo, potrebbe costituire uno stimolo considerevole per lo sviluppo. Tale destinazione dei fondi aumenterebbe inoltre la sicurezza alimentare e contribuirebbe notevolmente ad aiutare la comunità internazionale in generale e le popolazioni vulnerabili in particolare a superare le sfide poste dal cambiamento climatico».

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