[28/10/2008] Comunicati

I pesticidi fanno male al cervello?

LIVORNO. Secondo un nuovo studio, un gran numero di pesticidi utilizzati in Europa potrebbero essere dannosi per il cervello umano, in particolare per lo sviluppo cerebrale dei feti e dei bambini. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Environmental Health, si basa su oltre 200 rapporti scientifici su cervello e pesticidi, e raccomanda all´Ue di cambiare e rafforzare rapidamente le sue normative in materia.

Philippe Grandjean, della Scuola di sanità pubblica di Harvard e dell´università di Danimarca, spiega che «La tossicità per il cervello non fa parte dei test di routine dei pesticidi. Visto che un gran numero tra loro è per natura tossico per il cervello degli insetti, è molto probabile che siano ugualmente tossici per il cervello umano. Gli studi sperimentali in laboratorio suggeriscono che una gran parte dei pesticidi utilizzati attualmente in Europa, possano provocare una tossicità per lo sviluppo neurologico».

Secondo i ricercatori il cervello in pieno sviluppo dei feti e dei bambini sarebbe più sensibile di quello degli adulti alle interazioni con i prodotti chimici. Numerosi pesticidi utilizzati nell´Ue vengono utilizzati in altri Paesi senza ulteriori controlli spesso con scarse cognizioni sui metodi e quantità di utilizzo, ma la stessa Ue utilizza ogni anno 140 mila tonnellate di pesticidi per le colture alimentari, 280 grammi pro-capite per ogni cittadino dell´Europa a 27. Oltre il 25% della frutta, dei legumi e dei cereali contiene residui rintracciabili di almeno due pesticidi.

Lo studio si concentra in particolare sull´utilizzo dei pesticidi nei 27 Paesi dell´Ue che sta rivedendo le sue direttive in materia. Da quel che si capisce i dati sono stati analizzati con grande prudenza, visto che la questione è molto controversa e che, naturalmente, i produttori di pesticidi affermano che ormai quelli in vendita nell´Ue non sono dannosi per gli esseri umani. Grandjean sottolinea che proprio dall´Ue deve venire l´esempio di cautela: «Molti altri Paesi si basano su quel che fa l´Unione europea. L´Unione deve prendere a questo riguardo decisioni più serie di prima».

Torna all'archivio