[03/10/2008] Comunicati

Da google 2001 a google 2008 alla ricerca dell´informazione ambientale guadagnata!

FIRENZE. In occasione del suo decimo compleanno, il motore di ricerca Google ha reso disponibile on-line la pagina contenente l’indice del sito come era visibile nel 2001, e con i relativi contenuti che all’epoca erano indicizzati. La maschera di ricerca resa disponibile permette cioè di effettuare ricerche in modo analogo a quanto facciamo oggi, ma ottenendo i risultati che si sarebbero ottenuti nel 2001, sette anni fa.

La città invisibile di Google, che alla sua nascita si proponeva di sottrarre semplici quote di mercato agli altri motori di ricerca, è in pochi anni diventata una delle più importanti aziende informatiche del pianeta, estendendo i suoi tentacoli imprenditoriali alla creazione di programmi, alla predisposizione di sistemi operativi, all’informazione telematica – Googlenews - alla telefonia (il 22 ottobre è previsto il lancio del Googlephone, prodotto dalla T-Mobile).

Dalla nascita del nome Google (che nel settembre 1997 sostituì il precedente motore creato dagli stessi autori, Sergey Brin e Larry Page, chiamato Backrub), alla prima sede operativa (un garage in affitto a Menlo Park, nella Silicon Valley) alla registrazione dell’azienda (4 settembre 1998), fino ai 16800 dipendenti in tutto il mondo di fine 2007: la storia di Google è per molti versi la storia stessa dell’alfabetizzazione informatica di massa, la degna evoluzione di quel percorso che, dalla creazione della rete interna Arpanet nel 1969, sta oggi conducendoci verso l’istituzione di una vera e propria biblioteca universale. Una nuova biblioteca di Alessandria, stavolta virtuale e quindi impossibile da bruciare, naturalmente anch’essa gestita e indicizzata da Google stesso: secondo il “Corriere”, che in queste settimane ha dedicato ampio spazio al decennale, l’azienda californiana gestisce il 69% dell’advertising on-line, è utilizzata come motore da 8 utenti su 10 e si sta avvicinando ai 20 miliardi di euro di fatturato.

Se nel 1998 il primo indice Google catalogava 26 milioni di pagine, e nel 2001 il numero era salito a più di 1 miliardo, a luglio 2008 il blog ufficiale di Google segnalava il superamento della soglia dei 1000 miliardi di url univoche, cioè di singole pagine indicizzate e potenzialmente raggiungibili dagli utenti nelle loro ricerche. In modo analogo a quanto fatto da Federico Cella sul suo blog interno a Corriere.it, abbiamo provato a ricercare alcune keywords sulla pagina di Google 2001, naturalmente scegliendole tra quelle che oggi rivestono un carattere particolarmente significativo nel dibattito globale sullo sviluppo sostenibile, e confrontandole con i risultati ottenibili oggi consultando il motore di ricerca. Questi sono alcuni risultati:

Ricercando la parola “sustainable” (sostenibile) si ottengono oggi circa 62 milioni di risultati, mentre ricercandola nel 2001 ne avremmo ottenuti 1,8 milioni. Scrivendo invece “sustainability”, cioè sostenibilità, si sarebbero ottenuti all’epoca 569.000 risultati, contro i 39 milioni di oggi. Proviamo adesso a cercare le keywords “Ipcc” (otteniamo 3,7 milioni di risultati oggi, contro i 64.000 del 2001) e “Global warming”, la cui ricerca ci dà oggi 49 milioni di esiti, mentre nel 2001 sarebbero comparsi solo 520.000 url univoche contenenti l’espressione che in italiano è stata tradotta come “(sur)riscaldamento globale”.

La query “Waste” (rifiuti) ci dà 187 milioni di risultati oggi, contro i 5,4 milioni di sette anni fa. La quantità di pagine contenenti “Energy” è passata da 11,8 milioni a 524 milioni, quella delle pagine contenenti “Water” (acqua) da 22,7 milioni a più di un miliardo. Ricercando “Environment” (ambiente) si ottengono 529 milioni di pagine, contro i 18 milioni del 2001. Infine, cercando su Google l’espressione “ecological economics” (economia ecologica) si ottengono risultati indicanti un modesto aumento dei contatti (rispetto alle altre keywords ricercate), dai 160.000 del 2001 agli 840.000 di oggi.

Il gioco potrebbe continuare all’infinito, ma può bastare così. Ci interessava soprattutto evidenziare come in meno di dieci anni il numero di pagine disponibili per la ricerca, su quello che è ormai diventato quasi un monopolista del settore e cioè Google, è aumentato di circa 1000 volte. Rispetto a 10 anni fa, la circolazione delle informazioni (sia giornalistiche, sia personali – si pensi al Web 2.0), dei contatti sociali, della stessa conoscenza umana, ha assunto livelli che erano impensabili all’epoca, e soprattutto va evidenziata quella interconnessione dei flussi comunicativi per cui il tempo che passa tra la creazione di una notizia (cioè il verificarsi di un qualsiasi evento che sia ritenuto degno di nota da qualcuno, in qualche parte del mondo) e la sua comunicazione si sta ormai avviando verso l’istantaneità.

Se la globalizzazione dei mercati finanziari sta segnando il passo, il villaggio globale dell’informazione si sta espandendo e intensificando sempre più, e a velocità inimmaginabile: con tutti i problemi relativi alla maggiore facilità di manipolazione delle informazioni stesse, con tutti i problemi di privacy e di abuso del mezzo telematico. Flusso di informazioni nei confronti dei quali solo una personale capacità di critica e di elaborazione può far fronte per non soccombere. Dall’altra parte internet certamente ha portato anche alla gioiosa constatazione della circolazione sempre più universale della cultura e del sapere, veri e primari strumenti di orientamento degli intelletti in direzione della sostenibilità.

R.M.

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