[18/08/2008] Aria

Quasi una tipica estate mediterranea... anche se il mare è (sempre) più caldo

FIRENZE. Nella terribile estate del 2003, quando l’inconsueta saldatura dell’anticiclone delle Azzorre con quello Africano causò un’ondata di calore la cui persistenza resterà negli annali, le temperature superficiali del mare arrivarono a superare (dati Cnr) di 5-6 gradi le medie del periodo. Quest’estate 2008, che si avvia verso la conclusione, non può essere definita particolarmente calda: le ondate di calore (cioè in pratica un aumento anomalo della ventilazione meridionale a scapito di quella occidentale) si sono ripetute con una frequenza non eccessiva. Le temperature massime (e quelle minime) non hanno raggiunto picchi impensabili, naturalmente con alcune eccezioni che non hanno avuto però significativi impatti sulle medie climatiche: è stata un’estate calda nel Belpaese, più calda e secca delle precedenti e con temperature sopra le medie, ma tutto sommato è stata finora una tipica estate mediterranea, alle nostre latitudini.

Attualmente, però, le temperature del mare sono due gradi sopra la media del periodo, secondo l’articolo che Antonio Cianciullo scrive nell’edizione odierna di Repubblica riprendendo studi effettuati da diversi dipartimenti del Cnr. Ciò sta causando svariati mutamenti nei sistemi biologici, come ad esempio la regressione delle popolazioni di posidonia (posidonia oceanica, una angiosperma adattata alla vita sottomarina) a favore dell’alga tropicale caulerpa taxifolia, attualmente in fase di indigenazione nel mar Mediterraneo. Meno scientificamente, si può notare il mutamento in corso nel menu dei ristoranti di mare, dove alle consuete sogliole si stanno aggiungendo prelibate pietanze a base di barracuda.

La reazione dei sistemi biologici nel vecchio continente è tra i più studiati fenomeni associati al surriscaldamento globale: nel quarto rapporto Ipcc sono state riportate 28.671 osservazioni di sistemi biologici (di cui il 90% evidenzia dinamiche coerenti con un riscaldamento), e di esse ben 28.115 sono state effettuate in Europa. Per quanto riguarda i sistemi fisici la distribuzione delle osservazioni è ben diversa, più scientifica perchè meno sbilanciata: su 765 osservazioni (di cui il 94% evidenzia dinamiche coerenti con un riscaldamento in atto), 355 sono state effettuate sul continente nordamericano, 120 nelle regioni polari, 119 in Europa e 106 in Asia.

Dati che evidenziano contemporaneamente un deciso e innegabile riscaldamento in atto, ma che evidenziano anche la necessità di un approfondimento degli studi riguardanti le dinamiche climatiche, troppo spesso ancora correlati a ricerche effettuate a livello locale, che non permettono ancora di evidenziare quelle “pistole fumanti” di cui la ricerca, la politica, l’economia umana necessitano per poter affrontare l’emergenza climatica con cognizione di causa. Il fine è arrivare all’oggettività, cioè fare scienza nel vero senso del termine: eliminare tutti i dubbi restanti, perseguire nella comprensione delle dinamiche climatiche e, soprattutto, giungere a definire con maggiore precisione possibile l’effettivo ruolo antropico nel surriscaldamento globale.

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