[18/08/2008] Parchi

Mareamico poco amico dei parchi

PISA. Pino Lucchesi navigato presidente di Mareamico sembra finalmente intravedere per le aree protette marine e per i parchi più in generale una soluzione che potrebbe farli uscire dal fondamentalismo ecologico che li affligerebbe. Questa improvvisa illuminazione sembra dovuta alla ‘vera bomba sganciata’ – dopo lungo studio (!)- dal nuovo ministro che pure sembra suscitare in Lucchesi anche qualche imbarazzo per quella non troppo meditata (lo dice lui) sortita sui biglietti di ingresso.

Insomma pur con qualche scivolone dovuto a scarsa meditazione il ministro secondo Mareamico potrebbe mettere a tacere tutti quei ‘fondamentalisti’ alla Tozzi che il buon Lucchesi non capisce come possano convivere con il nuovo ministro.

Ora Lucchesi non conoscerà Bateson (non Bateston) – e possiamo anche perdonaglierlo - ma sicuramente deve conoscere la situazione specialmente delle aree protette marine di cui un importante quotidiano nazionale è tornato a parlare nei giorni scorsi per denunciarne la paralisi, la precarietà, l’assoluta mancanza di risorse finanziarie, di personale e di strumenti operativi tanto che l’unico ‘fondamentalismo’ che si intravede è la mancanza di progetti, l’assalto estivo a cui si assiste impotenti anche per i pochi e i non troppi vincoli che vengono regolarmente e infodatamente paventati. E si tratta in molti casi di aree protette marine previste quasi un decennio prima della legge quadro del 91 che in casi come la Meloria sono ancora in attesa di essere finalmente e concretamente istituite.

Pensa davvero Pino Lucchesi che tutto ciò sia dovuto alle pretese di una sinistra biecamente ecologica accecata dal fondamentalismo? E pensa davvero Mareamico che la ‘privatizzazione’ della gestione di queste aree protette- di questo ha parlato il ministro in una precisazione alla Stampa di Torino- possa finalmente farle funzionare? Risulta a Marevivo che qualcuno in Europa pensi e lavori per soluzioni del genere?

Torna all'archivio