[14/08/2008] Comunicati

Laurea e diplomi contano di più (e fanno bene alla sostenibilità)

LIVORNO. Una buona notizia in questi tempi bui arriva finalmente dal mondo del lavoro e dell’istruzione: laurea e diploma finalmente si fanno valere, tanto che secondo i dati di Unioncamere e ministero del Lavoro attraverso l´indagine Excelsior 2008, quest’anno per essere assunti, è salita al 51,1% la quota di assunzioni destinate a quanti hanno completato un ciclo di studi universitari o secondari superiori.

La sostenibilità ambientale e sociale non può prescindere da un alto tasso di istruzione unica strada per affrontare le complessità delle sfide dei prossimi anni che dovranno necessariamente portare l’uomo a ridurre drasticamente la sua impronta ecologica. Temi quali l’energia, i cambiamenti climatici, i rifiuti, l’acqua non possono essere compresi nella loro interezza senza una buona preparazione di base.

Il trend degli ultimi anni faceva sperare in qualche miglioramento, ma non in un tale exploit. Un trend appunto che scoraggiava persino gli studenti a proseguire gli studi, dato che l’incrocio di questo dato con quello relativo agli stipendi di diplomati e laureati rispetto a chi non ha finito studi superiori, evidenziavano una differenza poco significativa. Questo 51.1% è invece la quota in assoluto più alta mai rilevata tant’è che supera di 7 punti percentuali quanto registrato nell´anno record 2007, quando la stessa quota era pari al 43,9% di tutte le assunzioni programmate nell´anno dalle imprese.

Secondo i risultati dell´indagine, che saranno al centro di un convegno in programma a Roma il 15 e 16 settembre, sono oltre 423 mila le assunzioni previste, nel corso dell´anno, dalle imprese per diplomati e laureati. Tra i più richiesti scrive l’agenzia Ansa - si piazzano in testa economisti e ingegneri, mentre i ragionieri detengono il primato tra coloro che hanno concluso un ciclo di studi secondario. Resta, invece, "fortissimo" il gap nord-sud.

Su un totale di 827.890 assunzioni programmate nel corso dell´anno, 423.280 come detto sono riservate a diplomati e laureati. La richiesta più consistente è quella di diplomati (335.280). La domanda di lavoratori in possesso del titolo di studio secondario aumenta così di circa 42mila unità.

L´indirizzo economico mantiene il primato delle richieste delle imprese: sono 26.110 i laureati con questa specializzazione che il sistema produttivo intende assumere entro l´anno. Seguono l´indirizzo di ingegneria elettronica e dell´informazione (10.500), di ingegneria industriale (9.220) e il sanitario e paramedico (7.290). In quinta posizione si piazzano le lauree con indirizzo insegnamento e formazione (5.840); a ruota segue l´indirizzo chimico-farmaceutico, con 4.900 richieste. Per quanto riguarda i diplomi, i piu´ gettonati si confermano quelli dell´indirizzo amministrativo e commerciale (111.900 assunzioni), seguito dall´indirizzo meccanico (33.840) che, rispetto allo scorso anno, ha superato l´indirizzo turistico-alberghiero (21.620). Oltre 15mila, infine, le richieste dell´indirizzo elettrotecnico.

Se nel nord-ovest la quota di laureati e diplomati richiesti dalle imprese arriva addirittura al 56% (il 14% interesserebbe i titoli universitari, il 42% quelli secondari superiori), nelle altre ripartizioni la richiesta tende a ridursi. Si mantiene comunque molto alta nel nord-est (52%) e al centro (50,7%), mentre si contrae notevolmente nel Mezzogiorno (45,2% la quota totale, con i laureati che dovrebbero incidere solo per il 7,3% ed i diplomati per il 38%).

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