[13/08/2008] Comunicati

Firenze: definire ´degrado´ please

FIRENZE. Occorre definire la parola “degrado”, per comprendere Firenze. Si, lo sappiamo tutti che si considera “degrado” il danno di 40 milioni di euro (dati Confindustria/ Sole 24 ore) che i commercianti fiorentini subiscono dal commercio abusivo, e sosteniamo con decisione la politica di informazione (totem all’aeroporto, alla stazione, davanti ai musei, depliant, adesivi, palloncini, locandine) che Comune e Camera di commercio hanno adottato per il 2007/2008.

Lo sappiamo tutti che i vicoli di Firenze spesso sono sopraffatti dal ributtante lezzo di orina, lasciata dai dieci milioni di visitatori che, secondo l’articolo di Cesare Peruzzi nell’edizione odierna del Sole 24 ore, ogni anno prendono d’assalto i musei, le chiese, i giardini all’italiana e all’inglese che costituiscono vanto del capoluogo toscano, e fulcro del settore terziario della sua economia.

E lo sappiamo tutti che in alcune strade sono le buche, e non l’asfalto, a farla da padrone, anche se francamente troviamo un po’ grottesco evidenziare la «teoria di buche e toppe d’asfalto» che caratterizzano Por santa Maria, e cioè la strada che più pedonale non si può che congiunge le aree pedonali di piazza della repubblica e il ponte Vecchio.

Ma cos’è il degrado? Come si può pensare che la condizione di Firenze sia analoga a quella di altre realtà locali, a quelle periferie degradate di tante città italiane e non, dove lo spaccio di droga avviene alla luce del sole, e non in un vicolo del centro storico. Dove i cassonetti vengono bruciati al fine di creare barricate, dove risse e accoltellamenti sono all’ordine del giorno, dove a volte sono più le pistole che le persone a parlare?

No Firenze non è un’isola felice, alcune strade puzzano, e – udite udite – puzza anche la discarica di case Passerini, essendo una discarica in via di colmatura: ma qual è il fine di affermare che il rischio-Napoli è dietro l’angolo?

Per favore, non stupiamoci del rifiuto del sindaco e dell’assessore Cioni davanti all’offerta di truppe militari a sostegno delle forze dell’ordine: ben venga una legge speciale, se il Governo ritiene che ce ne sia il bisogno, e ben vengano sostegni economici a quelle forze dell’ordine che scontano un grave deficit di organico e risorse.

Ma bando a chi dimostra, nelle parole e nei fatti, di voler diffondere anche nella colta Firenze quella cultura della sicurezza che si basa su paure che sono state decretate a tavolino, in televisione, attraverso sondaggi che si basano su domande pretestuose: “lei ha paura dei ladri?” e chi risponderebbe di no, in fin dei conti tutti abbiamo avuto sentore che il bel tempo che fu è da considerarsi finito.

Il fine è politico, la campagna per le prossime elezioni comunali passerà anche e soprattutto per questioni legate alla percezione della sicurezza, alla definizione della parola “degrado”: in fin dei conti, in televisione hanno detto che c’è da avere paura. (r.m.)

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