[17/07/2008] Urbanistica

Consumo di suolo in Toscana, Conti: Sulla qualità non ci siamo, sulla quantità sì

FIRENZE. Le prime reazioni ai dati forniti dallo studio sul consumo di suolo “Le trasformazioni territoriali e insediative in Toscana. Analisi dei principali cambiamenti in corso” presentato da Irpet, hanno riguardato il dettaglio dell’indicatore scelto, il progetto Corine. «Al di la dei meriti dello studio Corine ha identificato San Miniato al Tedesco tra le costruzioni fatte dopo il 1990» - sottolinea Paolo Baldeschi - dell’Università di Firenze. «Bisogna fare attenzione ai dati di questi elaborati, premetto fatti con il metodo più attendibile e omogeneo disponibile - aggiunge Federico Oliva, presidente Inu - ma deve essere rivisto il concetto di città, oggi in forma estesa e continua e non più circoscritta. La città contemporanea è esplosa e diffusa e il territorio interposto in questa città non può essere definito agricolo. Io penso che secondo questa nuova visione il consumo di suolo sarebbe maggiore dato il maggior impatto di questo modello di città. Noi come Inu - continua Oliva - faremo uno studio simile a quello della Regione Toscana esteso al territorio nazionale, applicando questo nuovo concetto di città contemporanea».

A difesa dello studio interviene Massimo Morisi «questo studio è uno strumento molto utile, realizzato con metodo omogeneo sul territorio nazionale, che offre una fotografia di riferimento. Quando ci saranno altre ricerche alternative utilizzeremo anche altri strumenti per le valutazioni delle tendenze di fondo». Dal metodo al merito nella valutazione dei dati. Un affondo viene da Fausto Ferruzza, direttore di Legambiente Toscana «questi dati, anche i più recenti, nonostante i molti segnali positivi come le nuove prospettive di riqualificazione, non consentono di cullarsi sugli allori. E poi bisogna dare una svolta, non solo in Toscana, di tipo qualitativo all’architettura e all’urbanistica affinché il settore possa dare un contributo alla riconversione ecologica dell’economia, sviluppando la cultura del limite e proponendo insediamenti qualitativi per parametri abitativi, ambientali, energetici».

Prende la palla al balzo per introdurre il suo intervento, l’assessore all’urbanistica e programmazione territoriale della Regione Toscana Riccardo Conti (Nella foto) «apprezzo l’intervento di Ferruzza, ma noi siamo stati duramente attaccati in questi anni non sulla qualità ma sulla quantità degli insediamenti, cosa che rigetto. Sulla qualità ancora non ci siamo ma l’abbiamo posto noi il tema, non altri. Per un nuovo sviluppo Toscano basato sulla qualità io mi iscrivo al partito dei provocatori. Su Corine e sui suoi limiti in molti si sono espressi e noi per primi li conosciamo, ma questo studio evidenzia la complessità dello sviluppo toscano e le criticità che vi si connettono. Lo sforzo di tenere insieme sostenibilità e sviluppo, dinamismo e coesione sociale - continua Conti - è la cifra della politica di governo del territorio toscano. Un dato positivo è rappresentato dall’incremento relativo di consumo di suolo che è passato dal 16% degli anni ’90 al 3% degli ultimi anni. Il successo è rappresentato dall’aver messo sotto maggiore controllo almeno a livello quantitativo un fenomeno che cominciava da assumere connotati preoccupanti. Abbiamo attraversato il secondo boom edilizio italiano del dopoguerra con una maggiore capacità pianificatoria. E’ un risultato positivo in cui buona parte di merito va attribuita alle leggi regionali e all’investimento, fatto sulla responsabilità dei comuni. Occorre ora concentrarsi sulla qualità, a proposito a settembre faremo un accordo con le sovrintendenze, occorre un ripensamento delle politiche urbane di riqualificazione, di contenimento dello “sprawl” che a livello urbanistico e di dinamica immobiliare non necessariamente coincide con nuovo consumo di suolo. Contrasto alla rendita a favore del reddito in una regione non ingessata, che offre servizi, a proposito l’alta capacita si farà, in cui possono venire ad investire soggetti diversi così come farà Novartis a Sovicille con un insediamento per la ricerca di qualità. Faccio notare - conclude l’assessore - che l’azienda ha preferito la Toscana a Singapore nonostante che offrissero ai tecnici e ingegneri di scendere dall’aereo dentro l’azienda».

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