[17/07/2008] Energia

Riqualificazione energetica edilizia: detrazione Irpef del 55% solo agli utilizzatori dell´immobile

LIVORNO. Se una società edile vuole ristrutturare un’unità immobiliare e ha intenzione di eseguire interventi di riqualificazione energetica, non può usufruire della detrazione Irpef del 55% perché lo usa a fini commerciali e non lo utilizza invece, per esempio, come propria sede. Così risponde l’Agenzia delle Entrate al quesito posto da una società edile che ha acquistato l’unità immobiliare allo scopo una volta ristrutturato di rivenderlo.

La legge finanziaria 2007 e poi quella del 2008 prevede la possibilità di detrarre dall’Irpef il 55% delle spese, per alcuni interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, sostenute entro il 31 dicembre 2007, (termine poi prorogato al 31 dicembre 2010 dalla legge finanziaria 2008).

Si tratta di una detrazione da ripartire in più anni, delle spese per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che conseguono un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori indicati dal legislatore.

Possono avvalersi della detrazione anche i soggetti titolari di reddito d’impresa che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi su edifici esistenti, su parti di essi o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti. E a tale proposito la stessa Agenzia delle Entrate (con la circolare n. 36 del 2007) ha precisato che “l’agevolazione in esame - a differenza di quanto previsto per la detrazione relativa agli interventi di ristrutturazione edilizia, che è espressamente riservata ai soli edifici residenziali - interessa i fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria catastale (anche rurale), compresi, quindi, quelli strumentali”.

Ma per la società esercente l’attività di costruzione, ristrutturazione edilizia e vendita, gli immobili rappresentano l’oggetto dell’attività esercitata e non cespiti strumentali. Sono cioè “immobili merce” ossia quei beni “alla cui produzione o scambio è diretta l’attività”. La normativa in materia di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio è finalizzata, infatti, a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso un beneficio che si riferisce esclusivamente agli “utilizzatori” degli immobili oggetto degli interventi e non anche ai soggetti che ne fanno commercio, perché cerca di favorire esclusivamente i soggetti che utilizzano i beni.

Ecco perché secondo l’Agenzia l’agevolazione non può riguardare gli operatori economici come le imprese del settore edilizio in relazione ai beni oggetto dell’attività esercitata.

Torna all'archivio