[17/07/2008] Energia

Castiglion Fiorentino, punto e a capo per la riconversione a biomasse dell´ex Sadam?

LIVORNO. «A lei signor sindaco, le nostre congratulazioni per le decisioni prese in sede di Consiglio Comunale sulla questione ex Sadam. A quanto pare si sta ripensando il progetto di mega-centrale a biomasse da oltre 20 MW che avrebbe sconvolto un intero territorio». Comincia così il commento-plauso di Italia Nostra al primo cittadino Paolo Brandi. Motivo, l’approvazione del consiglio comunale di Castiglion Fiorentino, l’8 luglio, di un ordine del giorno della maggioranza con il quale è stato stabilito che «si giudica negativamente l’atteggiamento dell’azienda che non ha rispettato i termini di presentazione del progetto; si dà mandato al sindaco per valutare se la mancata presentazione del progetto possa portare alla risoluzione del protocollo firmato in data 10.12.2007 a Firenze in cui si avviava il percorso per la riqualificazione dell’area; massima tutela dei lavoratori, con un forte richiamo agli accordi nazionali ed a quello siglato in sede provinciale; viene inoltre indicata la necessità, dato il mutare degli scenari legati alla produzione agricola ed alle scelte nazionali di politica energetica, di pensare a soluzioni alternative rispetto a quelle fino ad oggi prospettate, privilegiando le molte potenzialità del territorio, le sue peculiarità e ricercando sinergie con l’imprenditoria locale ed il mondo agricolo».

«Il documento approvato in data 08.07.2008 – spiega il sindaco sul sito del Comune – rappresenta un punto di svolta importante per quanto riguarda la vertenza relativa alla riqualificazione dell’area ex Sadam, è un documento chiaro, che non si presta ad equivoci e che spazza via molte illazioni che negli ultimi tempi si sono fatte.
«E’un documento molto forte – prosegue - ma che si è reso necessario perché anche la pazienza ha un limite, infatti a fronte di un percorso che prevedeva la completa riqualificazione della zona ex zuccherificio, lo sviluppo di un polo produttivo, di una superficie destinata a interventi di bioedilizia e la realizzazione di un’oasi verde, è mancato un elemento essenziale come quello della presentazione del progetto di valorizzazione dell’area da parte della proprietà. Un vuoto che fa riflettere e che ha suggerito al Consiglio Comunale una presa di posizione inequivocabile.

Come Italia Nostra ha da mesi sostenuto – spiega l’associazione in una nota - si conviene e si conferma come sia indispensabile, per la salvaguardia del patrimonio ambientale e paesaggistico, consentire lo sviluppo dell’economia agricola del territorio in un contesto di libero mercato e in sintonia con le tendenze che di volta in volta possono offrire nuove opportunità, quali sono oggi ad esempio l’agriturismo e l’agricoltura biologica e quali potrebbero essere un domani grazie a nuove iniziative imprenditoriali dei nostri agricoltori, altri nuovi indirizzi.

«Agli agricoltori ed alle altre categorie economiche direttamente operanti sul territorio – spiega sempre Italia Nostra nella lettera firmata da Mariarita Signorini e Liliane Buffaut Mungo - spetta ora il compito di proporre un progetto concreto e fondato sulla realtà locale, alternativo a quello della proprietà dell’ex-Sadam, un progetto che possa adeguarsi di volta in volta con elasticità anche al mutare di nuovi orientamenti del mercato e della produzione e che possa contestualmente valorizzare il patrimonio culturale e ambientale offrendo opportunità di sviluppo economico e posti di lavoro nel terziario e nell’indotto».

Insomma, dopo anni di discussioni e l’accordo sancito il 10 dicembre con la soddisfazione in primis della Regione Toscana e anche, lo ricordiamo, dell’allora ministro De Castro, sembra che se non siamo punto e a capo poco ci manca. Il problema, da quello che si può capire, non è comunque la dimensione della centrale (già ridotta da 50 a 25 megawatt e poi a 17) ma, come si legge nell’ordine del giorno, che la Sadam consideri «prioritario l’obiettivo della riqualificazione dell’intera area, dello sviluppo economico e dell’implementazione dei posti di lavoro» che lo ricordiamo sono 40.

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