[17/07/2008] Energia

Il nucleare sovietico slovacco (ed Enel) andrà a combustibile russo

LIVORNO. Dopo il parere positivo con prescrizioni della Commissione europea, la centrale nucleare slovacca di Mochovce ha trovato subito un "nuovo" fornitore di combustibile nucleare, che poi è sempre lo stesso della ormai lontana epoca sovietica in cui fu costruita: la Russia erede dell´Urss. La Slovenske Elektrarne, il principale produttore di energia elettrica slovacco che ha stretto un accordo di ferro con l´Enel proprio per la gestione delle centrali nucleari del Paese, ha annunciato che il gruppo Tvel, la principale joint stock company russa (completamente statale) e produttore di combustibile per le centrali nucleari, ad si è aggiudicato il bando per la fornitura di combustibile alle centrali slovacche fino al 2015.

La Slovenske Elektrarne precisa che «Tvel firmerà un contratto basato sulla fornitura di combustibile per i cinque reattori di tipo VVER-440 di due centrali slovacche, Mochovce e Bohunice, e per due futuri reattori della centrale Mochovce dopo la loro messa in produzione. Restiamo con Tvel. Abbiamo una buona esperienza di cooperazione con i produttori russi di combustibile».

E´ stata quindi respinta (come avevano facilmente previsto i russi) l´offerta della società Usa Westinghouse, una decisione che la pubblicazione specializzata "Nuclear Fuel" spiega così: «Secondo Westinghouse, la vittoria del gruppo russo si spiega con il sostegno di Rosatom (Agenzia federale russa dell´energia atomica) che ha messo a disposizione di Tvel dell´uranio a buon mercato e degli impianti di arricchimento dell´uranio, rendendo la sua offerta più attraente».

Quindi l´Enel, che nelle vecchie centrali nucleari slovacche ha investito ben 1,9 miliardi di euro, in Slovacchia utilizzerà lo stesso uranio che la Russia fornisce all´Iran per la sua contestatissima centrale nucleare, infatti il gruppo Tvel controlla il 17% del mercato mondiale del combustibile nucleare con il quale vengono alimentati 73 reattori energetici e 30 reattori di ricerca in 13 Paesi, tra i quali, oltre all´Iran, Cina, Germania, India, Olanda, Svezia e svizzera).

E´ dunque successo per le centrali sovietiche slovacche quel che i russi facevano già notare alla recalcitrante Ucraina, pronta a comprare combustibile nucleare dagli americani Westinghouse per diversificare le fonti di approvvigionamento: «Il fatto è che lo sfruttamento di una centrale nucleare prevede l´utilizzo di una tecnologia complessa ed interdipendente non ammettendo niente di eterogeneo. La sicurezza implica che tutte le centrali nucleari ucraine esistenti siano alimentate con combustibile per il quale esse sono state provate, vale a dire russo», lo stesso usato in tutte le obsolete centrali nucleari ereditate dall´Unione sovietica.

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