[16/07/2008] Rifiuti

Legge sui rifiuti, la Regione Toscana diffida i comuni

FIRENZE. Dato che entro i termini fissati per legge (180 giorni, con scadenza lo scorso 29 maggio) le nuove Comunità di ambito non sono state insediate, la Giunta regionale ha deciso di procedere con lettere di diffida. Se al prossimo 30 settembre i nuovi Ato ancora non saranno stati insediati – fa sapere la Regione - seguirà la nomina di un commissario regionale che procederà al posto dei Comuni. Nonostante, quindi, in consiglio regionale la norma per costituire le nuove Comunità di ambito fosse passata quasi all´unanimità, sembra che il sistema stenti assai a praticare ciò che era stato concordato in sede di consultazioni prima del varo della legge. Domani, dunque, saranno inviate 287 lettere raccomandate - una per ciascun Comune toscano - con le quali la Regione solleciterà le amministrazioni comunali a costituire le nuove Comunità di ambito per la gestione dei rifiuti, i tre Ato Toscana Centro, Toscana Costa e Toscana Sud, previsti dalla Lr 61/2007 sulla gestione dei rifiuti urbani.

«Sulle lettere di diffida – spiega l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini (Nella foto)– abbiamo lavorato tenendo sempre informata l’Anci. Abbiamo atteso oltre i termini di legge, ma ad oggi 158 Comuni hanno compiuto il primo dei passi previsti dalla normativa, cioè l’approvazione dello statuto (sulla base dello statuto-tipo varato dalla Regione) del Consorzio che porterà alla nascita delle nuove Comunità». «Confido – ha aggiunto l’assessore - che entro il 30 settembre sia compiuto tutto l’iter, compresa la nomina del presidente e del consiglio di amministrazione delle nuove Comunità di ambito. Altrimenti saremo costretti, nostro malgrado, a ricorrere agli strumenti che la legge prevede, in particolare l’istituzione di un commissario che sostituirà a tutti gli effetti gli enti che su questo specifico obiettivo sono inadempienti».

La legge 61/2007 prevede lo scioglimento degli attuali 10 Ato (uno per ciascuna Provincia) e la nascita delle tre nuove realtà (Toscana Centro per le Province di Firenze, Prato e Pistoia; Toscana Costa per le Province di Livorno, Lucca, Pisa e Massa-Carrara; Toscana Sud per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo), istituite per superare la frammentazione della gestione, con il compito principale di affidare il servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti ma anche quello di definire la tariffa ed assegnare ai gestori i finanziamenti pubblici quando disponibili.

La nascita dei nuovi Ato – ricorda la Regione in una nota - è un elemento centrale della nuova legge 61, senza la quale rischia di restare bloccata la realizzazione degli impianti previsti dai Piani straordinari, indispensabili per colmare la carenza infrastrutturale della Toscana ed evitare future situazioni critiche. Il testo (comma 5, articolo 30 della 61/2007) norma anche le procedure in caso di inadempienza, l’invio di lettere di diffida ai Comuni che non hanno rispettato i tempi previsti e, come ultima soluzione, la nomina di commissari regionali, che avranno il compito di far nascere i consorzi tra Comuni funzionali alla costituzione dei nuovi Ato, sottoscrivere l’atto costitutivo delle nuove Comunità di ambito, convocare l’assemblea per la nomina del nuovo presidente e del consiglio di amministrazione, svolgere tutte quelle funzioni e quelle attività necessarie per l’affidamento dei servizi. Gli oneri derivanti dalla loro attività saranno completamente a carico dei soggetti sostituiti.

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