[16/07/2008] Rifiuti

Rapporto tecnico-economico sulla gestione dei rifiuti urbani in Toscana: i commenti

FIRENZE. Dopo i dati contenuti nel Rapporto tecnico-economico sulla gestione dei rifiuti urbani in Toscana, vediamo cosa è emerso “tra le righe” dei commenti degli addetti ai lavori. Aspetti noti, criticità, interrogativi, incertezze a delineare, per dirla con l’assessore Bramerini, una fase di transizione in cui gravita il settore.

I rifiuti in toscana crescono mediamente circa del 2% all´anno, siamo i cittadini che ne producono di più (in media pro capite), ma ciò è dovuto al fenomeno, più accentuato che in altre regioni, dell´assimilazione di parte dei rifiuti speciali a quelli urbani e al fatto che siamo un regione a forte valenza turistica.

Sbandati, direttore di Cispel Toscana, invita quindi a non fare un confronto con alcune regioni del nord Italia nella lettura dei dati attuali, dato che tali regioni hanno una tradizione di raccolta diversa e utilizzano metodi diversi di contabilizzazione. L´ assessore invita comunque a guardare a quelle regioni e alle città del nord Europa portate ad esempio di efficienza nella gestione dell’intero ciclo (speciali compresi).

Intanto Enrico Ciabatti Segretario generale di Unioncamere Toscana chiede come mai negli Ato di Livorno e Grosseto si è avuta una minore produzione di rifiuti quando invece i flussi turistici sono aumentati (e qui non si capisce se ci si riferisce allo scorso anno o al periodo preso in considerazione dallo studio. Lo scorso anno non sono affatto aumentati i turisti, nel periodo preso in considerazione dallo studio non sono affatto diminuiti i rifiuti, ndr).

La raccolta differenziata, ormai intorno al 35%, secondo Cispel ha quasi raggiunto il limite massimo possibile con il sistema attuale e ovviamente volendo centrare l’obiettivo del 65% al 2012 è necessario apportare alcuni elementi innovativi (sistemi misti, porta a porta, ecc....). Sempre secondo Cispel il mercato offre un buono sbocco dei materiali e dei prodotti riciclabili ancorché migliorabile (in tal senso va l’accordo Cispel, Arsia, Arrr per il compost di qualità), per Bramerini la Regione ha fatto la sua parte in tema di acquisti verdi non sempre seguita però dalle amministrazioni locali «bisognerebbe inserire il metodo del bastone e della carota per chi non rispetta gli impegni» afferma l’assessore. E noi aggiungiamo che "sia il bastone che la carota" sono contenuti nella legge 61 e che basterebbe praticarli. Sono insufficienti gli impianti dedicati al trattamento e al recupero delle materie raccolte in modo differenziato e sono insufficienti gli impianti di trattamento con recupero energetico; c’è la necessità di investimenti (ormai non si può più contare però sul soccorso europeo) ed il rischio di lievitazione di costi per le aziende del settore (oltre che per i cittadini, per la congiuntura economica poco favorevole tra l’altro sta aumentando il tasso di morosità nel pagamento delle bollette) è reale.

Quindi Sbandati in prospettiva butta sul piatto un interrogativo: con il sistema a regime, quando gli impianti saranno disponibili e operativi, riusciranno le aziende a reggere i costi dell´impiantistica necessaria per il recupero di materia e di energia? Ricordiamo che la normativa prevede il recupero di energia dalle frazioni di rifiuto con un potere calorifico superiore a 13 KJ/Kg e quindi non si può e non si deve saltare nessun passaggio della filiera soprattutto per garantire la sostenibilità ambientale. Intanto però va in discarica circa il 60% dei rifiuti e se dal 1 gennaio 2009 verrà confermato il divieto di conferimento del tal quale nasceranno non pochi problemi (questo sarà il tema dei prossimo mesi).

Secondo l’assessore per dare risposte efficaci ed efficienti ai cittadini le aziende devono diventare più competitive e per questo è necessario accelerare il processo di aggregazione. Secondo i dati della Regione, tra aziende del settore, gestioni in economia, imprese non toscane che si occupano di un segmento della filiera, ci sono circa 50 soggetti che operano sul territorio toscano. Per quanto riguarda la politica, anche ascoltando Paolo Marceschi, presidente della Commissione di Inchiesta sul ciclo dei rifiuti urbani in Toscana, rappresentante dell’opposizione, al di la di qualche singolo giudizio e qualche virgola, pare che ci sia sintonia sulle cose da fare. E al settore politico l’assessore Bramerini rivolge quasi un appello richiamandolo ad assumersi responsabilità e a non cavalcare l’onda della protesta "la politica maggioranza e opposizione può fare la differenza sui territori per superare le forti resistenze che ci sono specialmente quando si tratta di realizzare impianti di qualsiasi tipo: quelli di smaltimento come quelli a servizio delle raccolte differenziate.

Abbiamo dato il via ad un solo Piano straordinario nell’Ato toscana Sud ma subito è scattato il ricorso al Tar dove è stata chiesta la sospensiva in nome di molto dubbie ragioni ambientaliste. Ed immagino che possa accadere anche in futuro per gli altri Piani. La gestione dei rifiuti (tutti i rifiuti) deve arrivare ad essere in sintonia con l´ Europa, dove il ricorso alla discarica è l’extrema ratio e il tal quale non ci va a finire.

Torna all'archivio