[07/07/2008] Energia

Le foreste italiane hanno bisogno di maggiore manutenzione?

LIVORNO. Di tutto il legno prelevato dalle foreste italiane, ben il 68% viene destinato a uso energetico (che rappresenta il 47% dell´energia da fonte rinnovabile prodotta in Italia nel 2004), mentre solo il restante 32% va nel settore industriale. I dati emergono da uno studio del Ceris/Cnr per Federlegno-Arredo, che ha partecipato alla presentazione dell´Agenda strategica italiana per il settore forestale, nella sede del Consiglio nazionale dell´energia e della ricerca (Cnel) a Roma.

L´obiettivo dell’Agenda è quello di coniugare il rispetto dell´ambiente con l´innovazione tecnologica, dato che - hanno sottolineato i promotori - la ricerca e l´innovazione sono infatti strumenti fondamentali per favorire lo sviluppo sostenibile in termini economici sociali ed ambientali. In particolare l´Agenda si candida ad essere un «punto di riferimento fondamentale per le strategie politiche del settore», dove «l´ industria del legno-arredamento è uno dei principali portatori di interesse nello sviluppo e nella buona gestione del patrimonio forestale italiano», come ha sottolineato il direttore generale di Federlegno-Arredo Roberto De Martin.

Secondo i dati dello studio presentato, le foreste e i sistemi agro-forestali italiani hanno goduto di un basso tasso di utilizzazione per lungo tempo, quindi «la riserva accumulata e gli accrescimenti annui - si legge nella ricerca- rendono ecologicamente sostenibile un maggiore tasso di utilizzazione».

La Commissione europea alla fine di maggio ha ufficialmente riconosciuto il valore delle foreste nel fenomeno del cambiamento climatico, sostenendo che la produzione, l´uso e il consumo legale del legno contribuiscono alla lotta contro l´innalzamento delle temperature e l´effetto serra, e affermando che l´impiego del legno è forse il modo più semplice per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Quindi dato che il legno può giocare un ruolo di primo piano contro i cambiamenti climatici non solo come energia rinnovabile, ma anche nell´edilizia, (una porta in legno può stoccare circa 25 kg di carbonio per tutto il suo ciclo di vita), da parte del settore che lavora nell’arredo si chiede un maggiore stimolo al settore. Il legno, per le sue caratteristiche, rappresenta una materia prima altamente sostenibile: è completamente rinnovabile e riciclabile, richiede un consumo limitato di energia in tutte le fasi di lavorazione, migliora la qualità della vita nelle abitazioni e contribuisce all´affermazione di un´architettura ecologica che rispetta l´ ambiente e l´uomo.

Inoltre date anche le capacità formidabili per lo stoccaggio del carbonio, sarebbe necessario superare i pregiudizi legati al taglio delle foreste e attraverso una programmazione e certificazione per garantire la gestione sostenibile delle foreste e la tracciabilità- secondo Federlegno- fare in modo che questa materia prima sia sfruttata al meglio. Ad oggi, solo l´8% delle foreste nel mondo è certificata, e negli ultimi 50 anni l´andamento dei prelievi di legname in Italia è stato influenzato molto più dalla dinamica del mercato della legna ad uso energetico che da quello del legname da opera.

«Ora però è necessario che il governo metta mano ad un nuovo piano forestale - ha dichiarato Roberto De Martin - per disciplinare alcune foreste che si sono espanse in maniera selvaggia. Serve più manutenzione, e bisogna riconvertire alcune aree alla forestazione di alberi come il pioppo, che hanno il pregio di crescere più velocemente rispetto ad altri».

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