[07/07/2008] Urbanistica

Contributi ecologici per chi si tuffa in Sardegna. perché no?

LIVORNO. Non sarà un ticket, ma un contributo ecologico quello che il comune di Baunei, su cui ricadono alcune perle della costa sarda, ha istituito a carico dei fruitori. Un euro per la permanenza nelle spiagge più grandi lungo tutta la costa amministrata dal comune dell’Ogliastra, come Cala Luna e Cala Sisine, dove il contributo sarà speso per mantenere i servizi. Stessa cifra per quelle più piccole, come Cala Mariolu, Cala Goloritzè, ma dove la sosta non potrà protrarsi per più di due ore, perché non dotate di servizi adeguati.

Per evitare l´intasamento delle cale - soprattutto di quelle più gettonate - per le imbarcazioni è stato reso obbligatorio l´utilizzo dei corridoi di attracco, che sarà regolamentato dal personale che sin dallo scorso anno ha cominciato ad operare in questa zona. Poiché contemporaneamente è proibito ormeggiare nelle boe di delimitazione dei corridoi, oltre al divieto di ingombrare con gommoni o altre imbarcazioni gli arenili delle cale, chi vorrà accedere alle spiagge dovrà per forza di cose rivolgersi al personale del comune di Baunei. Il provvedimento vieta anche il transito, nei sentieri e nelle mulattiere del Supramonte di Baunei, di moto e veicoli di qualsiasi genere.

La vigilanza sarà affidata a personale incaricato di garantire il rispetto dei tempi e la rotazione dei turisti sulla stessa spiaggia.
Questi i punti cardine dell´ordinanza che entrerà in vigore lungo la costa da Cala Luna a Santa Maria Navarrese e in tutto il territorio di Baunei.

Il provvedimento è stato approvato lunedì scorso nel corso dell´ultima seduta del consiglio comunale e dovrebbe essere pubblicato oggi sul sito del comune.
«L´ordinanza avrà effetto immediato – dichiara il sindaco di Baunei Salvatore Lai - daremo un paio di giorni di tempo perché ci si possa adeguare, per distribuire i biglietti e per informarne tutti gli operatori interessati. I blocchetti per il pagamento del contributo ecologico verranno consegnati a tutte le motobarche passeggeri e ai noleggiatori».

E per rendere più esplicito il meccanismo Lai fa un esempio: «Al momento della sottoscrizione del contratto per il nolo dell´imbarcazione verrà chiesto, oltre al prezzo della barca, un euro per persona per chi andrà lungo la costa, da Cala Luna fino a santa Maria Navarrese. Contributo valido per tutto il giorno. Si tratta di una cifra simbolica rispetto alle decine di migliaia di euro l´anno che ricadono normalmente sui residenti baunesi titolari degli usi civici. Spese che riguardano la manutenzione delle strade interne e il costo complessivo per lo smaltimento dei rifiuti prodotti anche dai turisti, ma che ricadono sempre sui baunesi».

Plaude all’iniziativa Legambiente, che ha recentemente incluso il comune di Baunei nella top ten delle amministrazioni che possono fregiarsi delle cinque vele che l’associazione attribuisce ogni anno assieme al Touring club alle amministrazione che meglio lavorano sui territori costieri.

«La programmazione mirata a regolamentare i flussi turistici troppo aggressivi per i fragili ecosistemi locali è sempre una scelta giusta» afferma Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna.
«L’iniziativa – prosegue Tiana - segue gli esempi proposti da altre amministrazioni sarde negli anni passati. Nell’oristanese, il numero chiuso o il ricorso a piccoli “eco-contributi” era già stato scelto come misura di salvaguardia di alcuni bellissimi tratti di costa, come l’incantevole Is Aruttas, la spiaggia di “chicchi di riso”».

Ma l’azione di Baunei ha già fatto nascere perplessità e polemiche dal comune adiacente, Dorgali, che gestisce assieme al primo la spiaggia di cala Gonne, che si chiede come sarà possibile chiedere il contributo anche ai fruitori del tratto di spiaggia che ricade sotto l’amministrazione di Dorgali che invece non lo ha imposto.

«Ora nasce l’esigenza – continua Tiana - di coordinare a livello regionale una regolamentazione delle politiche di questo tipo che puntano a proteggere i luoghi più belli dell’isola», anche se tra comuni adiacenti e che si condividono la gestione di tratti comuni di territorio, l’accordo potrebbe essere trovato anche senza bisogno dell’intervento superiore. Ma forse questo nel Paese dei campanili rimarrà per sempre una chimera.

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