[03/07/2008] Aria

Il Wwf sprona l´Italia a fare di più per il clima

LIVORNO. Per il clima i paesi del G8 non stanno facendo ancora abbastanza e soprattutto non sviluppano nuove e ambiziosi politiche e per indirizzare il mondo verso un economia a basse emissioni di gas serra che faccia uso di fonti di energia rinnovabile: Gran Bretagna, Francia e Germania mostrano gli indicatori migliori ma nessuna di loro è stata in grado di prendere le distanze dalla tentazione del carbone. L’Italia per il secondo anno è ferma in quarta posizione, avvantaggiata soprattutto dal fatto di essere nel contesto europeo. Mentre i paesi del G8 non europei occupano gli ultimi posti della classifica.

E’ questo il risultato del rapporto “G8 Climate Scorecards” giunto alla sua seconda edizione diffuso oggi al livello mondiale dal WWF e da Allianz in vista del G8 che si terrà a Hokkaido, Giappone, dal 7 al 9 luglio di questo anno.

Il rapporto è una sorta di barometro indirizzato ai leader politici che parteciperanno al G8 sulle politiche di riduzione delle emissioni classificate secondo i parametri del trend delle emissioni di gas serra dal 1990 a oggi, dei progressi fatti per rispettare il protocollo di Kyoto, dell’efficienza energetica, dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e dello sviluppo del mercato del carbonio.

L’Italia ha di fatto aumentato le emissioni del 12% rispetto al 1990 a confronto coi propri impegni di riduzione del 6,5%. La sua posizione nella definizione delle politiche a livello internazionale è debole: è incapace di esprimere una politica energetica in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni ed è di fatto influenzata da lobby poco interessate alla salvaguardia del clima.

Non a caso la Campagna GenerAzione Clima del Wwf mira ad ottenere per il nostro paese ma anche per il resto del mondo un taglio del 30% delle emissioni entro il 2020. Tale obiettivo secondo il Wwf, concorrerebbe alla salvaguardia del 20-30% delle specie che sono a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico e alla riduzione degli impatti sull’uomo.

«La situazione in cui si muove oggi il negoziato internazionale mostra un quadro di conoscenze sulla situazione climatica peggiore di quello che emerge dall´ultimo rapporto IPCC, il che richiederebbe un leadership politica ed una presa di coscienza senza precedenti - ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - Ad oggi gli impegni dell´Unione Europea, i più coraggiosi sin qui intrapresi nello scenario internazionale , vedono una riduzione del 20% entro il 2020, o del 30% se questo target sarà inserito nella trattativa negoziale del Kyoto plus´. Tentativi che mirano a mantenere la temperatura media della superfici terrestre entro i 2°C rispetto alla temperatura pre-industriale. Il mondo ora è a un bivio: prendere la strada dell’azione incisiva contro i cambiamenti climatici si tradurrà in un successo per l´economia. La presidenza giapponese del G8 deve far proseguire i negoziati e raggiungere un accordo su un tema così importante. Non sono tollerabili un nulla di fatto o un accordo debole».


Torna all'archivio