[02/07/2008] Acqua

I fiumi d´Abruzzo sempre più in crisi

FIRENZE. Anche se per la conferma della presenza di diossina è bene aspettare i risultati delle controanalisi, la situazione dei fiumi Saline e Alento in Abruzzo è più che critica. E al Wwf che denuncia la totale disattenzione degli amministratori locali e regionali che hanno lasciato il territorio alle mercé degli inquinatori, non rimane che l’amara “consolazione” del “noi l’avevamo detto”.

Ma facciamo un passo indietro. Il ministero dell´ambiente, con decreto del 3 marzo 2003, ha identificato e perimetrato, su proposta della Regione Abruzzo, il Sito di bonifiche nazionale denominato "Saline-Alento" che comprende i corsi fluviali del Saline, in provincia di Pescara e Alento, in provincia di Chieti.

L’area è stata inserita tra quelle da bonificare di rilevanza nazionale, per il potenziale rischio di inquinamento, riconoscendo la gravissima situazione di pericolo ambientale del sito. Questo in seguito alla presenza accertata negli anni di numerosi scarichi abusivi e di discariche dismesse e mai bonificate, tra cui quella degli rifiuti solidi urbani di Montesilvano.

Quindi è scattata la procedura che avrebbe dovuto portare alla bonifica definitiva del sito: Conferenze di servizio promosse fin dal 2005 dal Ministero dell´ambiente, procedure per la messa in sicurezza d’emergenza del sito, piani di caratterizzazione con identificazione delle tipologie di inquinanti e delle matrici interessate. Il Wwf che ha seguito direttamente i lavori delle Conferenze esplicita la sua denuncia «in questi anni, come si evince chiaramente dai verbali delle Conferenze di servizio, vi sono stati gravissimi ritardi nell´espletamento delle procedure previste dalla Legge 152/2006 (ex 471/99). Lo stesso ministero dell´ambiente ha dovuto stigmatizzare le numerosissime inadempienze e omissioni nelle procedure seguite dagli enti locali e dai privati reiterando le prescrizioni».

Lo scorso 16 marzo, si è svolta l’ultima Conferenza di servizi in cui - secondo quanto riportato dall’associazione ambientalista - è emerso che per la piana del fiume Saline le analisi effettuate dall´Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) hanno portato ad accertare la presenza di rifiuti interrati in 40 aree di saggio su 72 e numerosi superamenti dei limiti di legge in diverse matrici ambientali e per diverse sostanze: ad esempio, nelle acque sotterranee del Saline, sono stati registrati superamenti per Solfati, Manganese, Nichel, Benzo(a)pirene, benzo(b)fluorantene, Sommatoria Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), Triclorometano, Tetracloroetilene, nonché un inquinamento di tipo microbiologico derivante da scarichi non depurati.

Meno critica la situazione per la piana del fiume Alento (“solo” superamenti dei limiti di legge per il Manganese e inquinamento microbiologico). Inoltre, dalla conferenza è emerso che nulla era stato fatto circa la messa in sicurezza d´emergenza della discarica di Montesilvano, nonostante le molte richieste del Ministero dell’ambiente e permanevano numerosissime inadempienze da parte delle amministrazioni locali sia da parte dei privati.

Vista la situazione il Wwf ha invitato il ministero dell´ambiente a procedere all´invio del verbale alla Procura della Repubblica e la Regione Abruzzo a pubblicare sul suo sito tutti i materiali necessari alla divulgazione dei dati per l´informazione dei cittadini.

Ora arriva la drammatica notizia della presenza, pare, di diossina e Policlorobifenili oltre i limiti di legge nei sedimenti del sito.

«La totale disattenzione per il territorio e per la prevenzione dell´inquinamento da parte degli amministratori oggi si paga duramente- dichiarano dal Wwf- Basta pensare che ancora oggi l´Arta regionale non è dotata della strumentazione per rilevare le diossine e si deve rivolgere all´esterno. Il Consiglio regionale pochi giorni fa ha stanziato ben 5 milioni di euro per ripianare i buchi degli Europei di Basket svoltisi a Chieti l´anno scorso: non era meglio rafforzare l´Arta per il monitoraggio e la prevenzione dell´inquinamento e per la tutela della salute dei cittadini?» chiede l’associazione ambientalista.

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