[02/07/2008] Rifiuti

A sei mesi dai naufragi il Mar Nero migliora, ma è ancora malato di petrolio e rifiuti

LIVORNO. A sei mesi dalla sequela di naufragi che inquinarono il mar Nero con 2.000 tonnellate di olio combustibile pesante, secondo gli scienziati russi dell´Accademia delle scienze la situazione sta migliorando.

Una spedizione scientifica ha controllato accuratamente i luoghi degli incidenti del novembre 2007, in particolare le coste e le spiagge dello stretto di Kertch, che divide il Mar Nero da quello di Azov, quando una tempesta senza precedenti fece colare a picco 4 carrette dei mari, mentre altre sei vcchie navi russe si incagliarono sui bassi fondali sabbiosi. Le migliaia di tonnellate di olio pesante fuoriuscite dai due tronconi della petroliera Volgodon-139, provocarono la morte di decine di migliaia di uccelli marini e di una grande quantità di pesci, mettendo in grave pericolo gli ambienti costieri e palustri dell´area, la percentuale di idrocarburi nell´acqua di mare salì di oltre 50 volte, e il Mar Nero era già uno dei mari più inquinati del mondo da idrocarburi.

Il capo della spedizione dell´Accademia delle scienze, Valeri Loujniak ha potuto oggi annnciare ai giornalisti russi che «Nella parte centrale del mare, abbiamo visto un gran nmero di delfini, testimonianza di un lento ristabilimento del sistema ecologico del mare. L´aumento della loro popolazione si spiega con la riapparizione dei pesci che costituiscono la loro base alimentare. Tuttavia, malgrado un netto miglioramento dell´ambiente, l´inquinamento da prodotti petroliferi resta un problema. Una traccia near è visibile su una lunghezza di due miglia dopo il Volgodon (uno dei relitti di navi, ndr), da dove escono ancora prodotti petroliferi».

Ma la spedizione scientifica ha osservato un´altra fonte di inquinamento nel Mar Nero: grandi quantità di rifiuti urbani occupano la parte centrale del bacino, e secondo gli scienziati russi «si tratta soprattutto di rifiuti di origine turca».

Così ai russi tocca di inquinare col petrolio dalla costa nord e ai turchi con i rifiuti da sud e il Mar Nero reagisce ma soffre, sempre più inquinato e bistrattato, in attesa di ospitare sui suoi fondali altre condotte di gas e petrolio e sulla sua superficie un traffico di carrette dei mari mai cessato.

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