[02/07/2008] Energia

Il Mercosur discute di energia e cibo e Chavez autotassa il petrolio del Venezuela

LIVORNO. E´ iniziato a Tucuman, in Argentina, il trentacinquesimo summit del Mercosur (Mercato comune sudamericano) che si riunisce per discutere di prezzi dell´energia e dei prodotti alimentari, in questo momento diventate le due emergenze più scottanti del pianeta. Speculativi si spostano dal mercato finanziario a quello dei prodotti alimentari, questo produce un rialzo dei prezzi nel mondo. Questa situazione mette i Paesi in via di sviluppo, tra i quali quelli del Mecosur, di fronte a grandi sfide. I Paesi dell´America latina si confrontano con le stesse sfide, l´integrazione è strategica per il Mercosur».

Del Mercato comune sudamericano fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela che dovrebbe entrare a far parte ufficialmente del gruppo, mentre Bolivia, Cile, Colombia, Equador e Perù sono membri associati.

Nell´agenda dei 10 capi di Stato sudamericani ci sono anche il nuovo regolamento dell´Unione europea sull´immigrazione, che sta causando un forte malumore in America latina, e la firma di trattati di cooperazione e di integrazione regionale resa più semplice dal fatto che ormai tutti i Paesi del Mercosur, ad eccezione della Colmbia, sono governati da compagini di centro-sinistra o di sinistra.

Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ha subito proposto di realizzare un fondo regionale d´urgenza per lo sviluppo agricolo ed ha detto di essere disposto a finanziarlo con un dollaro per ogni barile di petrolio esportato dal Venezuela, una specie di autotassazione resa più facile dal prezzo record del greggio che riempie le casse di Caracas.

«Il Venezuela esporta circa 2.850.000 barili di greggio al giorno al prezzo di 123 dollari – ha detto Chavez – se l´esportazioni di petrolio si manterranno, il Venezuela potrà contribuire al fondo proposto con circa 920 milioni di dollari all´anno per produrre alimenti con urgenza».

Un bel regalo per assicurarsi l´ingresso trionfale nel club più ristretto del Mercosur e per confermare un prestigio che Chavez si sta conquistando come "benefattore" e difensore dei Paesi in via di sviluppo grazie al petrolio di Stato che gli permette di poter essere munifico.

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