[30/06/2008] Consumo

Terremoto in Sichuan: la Cina chiede aiuto alla Fao

LIVORNO. Il terremoto che ha colpito a maggio la provincia cinese del Sichuan ha prodotto immensi danni anche all´agricoltura, che la Fao valuta in 6 miliardi di dollari, mettendo così a dura prova la vita di 30 milioni di persone che hanno perso la maggior parte dei propri mezzi di sostentamento: «Sono stati distrutti – spiegano i tecnici della Fao educi da un sopralluogo nell´area colpita dal sisma - migliaia di ettari di terra coltivata, milioni di animali da allevamento sono morti, case e depositi di grano sono crollati e migliaia di macchine agricole sono state danneggiate»

Una situazione così drammatica che il governo cinse ha chiesto alla Fao di coordinare le attività di riabilitazione agricola nella provincia del Sichuan.

Secondo Rajendra Aryal, coordinatore regionale dei soccorsi d´emergenza della Fao «In aggiunta alla tragedia della perdita dei familiari, molte comunità della provincia del Sichuan hanno perso anche i mezzi per produrre cibo e guadagnarsi da vivere. La gente nei villaggi ha dimostrato un grande coraggio e ha espresso una forte volontà di tornare ai campi e riprendere a coltivare e produrre cibo, ma ci vorranno dai tre ai cinque anni per rimettere in piedi il sett numero di vittime tra le famiglie contadine, mentre anche il grano mietuto prima del sisma, circa 350.000 ore agricolo nella regione. Dopo il terremoto, buona parte dei raccolti sono rimasti sui campi per il grande tonnellate nella sola Prefettura di Mianyang, è stato danneggiato dal crollo dei granai».

Un altro problema è la scarsità di pesticidi e fertilizzanti che secondo la Fao rischia di compromettere la produzione alimentare futura.

Miglia di serre per la produzione orticola sono andate distrutte, così come l sono state duramente colpite e principali zone di produzione di sementi della provincia, che producono fino al 20% delle sementi di riso della Cina, i campi di riso si sono prosciugati a causa di delle crepe create dal sisma e sono stati fortemente danneggiati o distrutti i sistemi di irrigazione.

«In alcuni villaggi, sono stati danneggiati fino al 70 per cento dei campi di riso – dice la Fao - Il prossimo raccolto potrebbe calare dal 10 al 50%, per il ritardo delle semine, per i rischi di infestazioni di parassiti e per la penuria d´acqua».

Fortmente danneggiata anche la zootecnia: più di tre milioni di suini sono rimasti sotto le macerie dl erremoto e alcuni villaggi che hanno perso fino al 70% del loro bestiame, con perdite totali valutate in circa 2 miliardi di dollari.
«La sfida principale per i prossimi sei mesi sarà quella di riuscire a fornire per tempo fertilizzanti, pesticidi, attrezzature, macchinari e bestiame, e recuperare i terreni danneggiati - ha detto Aryal - Gli sforzi di medio e lungo periodo dovranno concentrarsi sul ripristino delle cisterne, delle dighe, delle stalle e dei recinti per gli animali. Si dovrà fornire formazione ai contadini su come coltivare produzioni commerciali e su come reagire ai disastri. Gli uffici agricoli locali hanno bisogno di un sostegno per riattare le infrastrutture danneggiate, le attrezzature, le strutture per ispezionare e testare le sementi, ed i servizi di divulgazione tecnica».

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