[30/06/2008] Urbanistica

La Tav della Val di Susa e l´ambientalismo dei no che servono

LIVORNO. Il tormentone del tratto della Tav della Val di Susa della Toriono-Lione, che ha tenuto all´erta il movimento ambientalista e le popolazioni valligiane, costellando di scontri (non solo politici) gli ultimi anni, sembra aver raggiunto un punto di accordo onorevole tra il governo e i sindaci della Val di Susa, a dirlo è un comunicato di una delle associazioni che più si è distinta nella lotta contro il tracciato ed il progetto originale: «Questo accordo – scrive Legambiente - è un positivo passo avanti e ha premiato l´unità dei sindaci e del territorio, lasciando a bocca asciutta il partito degli appalti».

Per il presidente nazionale del Cigno verde, Vittorio Cogliati Dezza, «Questa intesa è importante soprattutto per focalizzare l´attenzione sugli interventi che possono davvero migliorare i collegamenti con la Francia e il trasporto pendolare tra la Val Susa e Torino. Grazie alla contestazione contro il progetto Tav e contro chi voleva imporlo ai cittadini con la forza, ora c´è la possibilità di realizzare qualcosa di veramente utile, condiviso con il territorio, le cui priorità non sono state stabilite dalla lobby del cemento. Ora per Legambiente è fondamentale che si prosegua con lo stabilire gli interventi più urgenti da realizzare: spostare su ferrovia le merci dall´autostrada del Frejus e, nella fase di progettazione che si aprirà, migliorare l´offerta ferroviaria, adempiendo nello stesso tempo alle richieste dell´Ue".

Legambiente e Wwf organizzeranno insieme il 10 luglio a Roma una presentazione dell´accordo e del percorso di discussione proposto dai Sindaci della Val di Susa, con la presenza degli Enti Locali, di studiosi e rappresentanti politici.

Dunque, in qualche modo quello che venne definito, ed additato sulle prime pagine dei giornali e nei dibattiti televisivi come ambientalismo del No, è stato (e si sente) protagonista della soluzione condivisa che è stata trovata, interrompendo l´opera dei manganelli ed avviando quella della concertazione su dati e tempi certi e condivisi, ed oggi, in qualche modo, il governo Berlusconi si trova a beneficiare di un accordo frutto di una defatigante opera di mediazione avviata dal governo Prodi e, ad un anno e mezzo dalla nascita dell´Osservatorio sulla Tav, l´ex capo dei ribelli, il presidente della Comunità montana della Bassa Val i Susa, Antonio Ferrentino, può dire: «Siamo contenti e soddisfatti. Il lavoro più importante però incomincia ora, sarà un periodo complesso da gestire. Ma questo documento coniuga infrastrutture e politiche sui trasporti, come noi chiedevamo da anni. Questo documento insieme a quello stilato dai nostri tecnici sarà analizzato già domani con i sindaci, nelle prossime settimane con la popolazione. Il 10 luglio poi lo porteremo a Roma per presentarli ai parlamentari, il 22 poi andremo a Bruxelles dal commissario ai trasporti europeo, Antonio Tajani e dal coordinatore del corridoio V, Jan Brinkhorts».

Per l´assessore regionale ai trasporti del Piemonte, Daniele Barioli, «non tutti i problemi sono risolti, questa è una lunga traversata. Questo è adesso una grande opera che ridisegna il territorio». Mentre per l´assessore provinciale ai trasporti Franco Campia «Questa non è una nuova linea ferroviaria, bensì un insieme di azioni capitali a favore del trasporto integrato, un´ingegneria vasta che consente la territorializzazione dell´opera».

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