[30/06/2008] Urbanistica

Il neo-paesaggismo dei comitati

FIRENZE. Partiamo da questo presupposto fondamentale: la difesa del paesaggio e quella dell’ambiente sono due attività entrambe orientate alla sostenibilità, e tra loro affini, ma sono due cose diverse: l’una punta in sostanza alla sola difesa della qualità di vita dell’uomo, l’altra persegue in primis l’obiettivo di salvaguardia del pianeta, della qualità e continuità degli habitat, della densità delle reti ecologiche. Se abbiamo dubbi sull´effettiva condivisione degli obiettivi di perseguimento di una economia effettivamente sostenibile, cioè di una economia ecologica che ridiscuta gli attuali indicatori di sviluppo, la salvaguardia delle popolazioni umane è comunque obiettivo comune, ma ciò non può non passare attraverso un principio di responsabilizzazione della società che esclude alla radice ogni forma di difesa egoistica del proprio territorio in quanto tale: il limite è il cielo (in questo momento, soprattutto l’atmosfera), non certo il confine del proprio comune o la zona d’azione del proprio comitato.

Quindi, occorre per prima cosa sgombrare il campo da questo equivoco di fondo: il “Neo-ambientalismo”, cioè la piattaforma politica della Rete dei comitati coordinati da Asor Rosa, in realtà “ambientalismo” non ci pare. Lo scriviamo perchè già ci immaginiamo i titoli della stampa generalista nelle prossime settimane: “La Regione Toscana in guerra con gli ambientalisti”, et similia. Li immaginiamo perchè sono 20 anni che ne leggiamo di analoghi.

L’errore infatti è già stato compiuto, negli anni scorsi. Domanda: qual è quel partito che volendo sommare le mele con le pere (per esempio dare rappresentanza politica sia ai comitati di difesa paesaggistica sia alle associazioni ambientaliste) ha perso gran parte della sua credibilità politica, disperdendo quello che ormai sarebbe dovuto diventare un fiume impetuoso (e cioè la sostenibilità) in mille rivoli la cui acqua ha il sapore amarognolo della sindrome Nimby? Per aiutare la comprensione, aggiungiamo che esso non è attualmente presente nel parlamento italiano.

Altra questione, già che ci siamo: alcune delle 109 emergenze poste dai comitati sono davvero tali. Alcuni ecomostri sono davvero da abbattere (ma perchè non li chiamiamo “mostri paesaggistici”, semmai?), alcuni interventi urbanistici in corso che vengono additati (es. la costruzione di un auditorium quasi a sbalzo sulle mura etrusche di Fiesole) sono effettivamente criticabili. Ma come si può ancora parlare della tramvia fiorentina come di un “eco-mostro”? Cosa c’entra piazza del Duomo a Firenze con la difesa della continuità degli habitat? E come si può essere contemporaneamente contro la Tav e contro l’autostrada tirrenica, contemporaneamente contro l’eolico e contro il nucleare, davanti all’ingordigia energetica del sistema economico attuale, e davanti ai suoi sviluppi attesi a breve e medio termine?

No. Così non si difende “l’ambiente”, si difende l’uomo e il paesaggio in cui esso vive. O meglio, si pensa di difenderlo, con i soliti metodi velleitari che nel corso della storia politica del paese si sono già rivelati un fallimento. Incombe il nucleare, e si combatte ancora l’eolico. Incombe l’autostrada tirrenica, e si combatte ancora lo sviluppo del trasporto su rotaia. Vedremo tra vent’anni che Toscana sarà, intanto godiamoci questo ennesimo fronte di scontro tra Regione (che oggi ha annunciato, con l’assessore Conti, che risponderà on-line, punto per punto, alle 109 segnalazioni effettuate dalla Rete) e comitati, e prepariamoci a leggere quelle deliziose semplificazioni che, sulla stampa generica, incontriamo così frequentemente e di cui la politica del “comitati di tutto il mondo, unitevi” costituisce, nella sua obbligata incoerenza e contraddittorietà, fonte primaria.

Torna all'archivio