[30/06/2008] Recensioni

La Recensione. L´illusione di Dio, di Richard Dawkins

Richard Dawkins è uno degli scienziati più impegnati a difendere la teoria darwiniana della selezione naturale dagli integralismi religiosi, dal creazionismo e dal disegno intelligente, anche perché Dawkins è un fierissimo ateo che non nasconde le proprie opinioni. Con il libro "L´illusione di Dio, le ragioni per non credere", il biologo evolutivo della Royal Society, che insegna comunicazione della scienza all´Università di Oxfod, ha dato fuoco alle polveri di una polemica che ha coinvolto il mondo della cultura e della religione anglosassone, suscitando un dibattito che ha solo sfiorato l´Italia cattolica del Papa tedesco e che ha coinvolto non solo l´integralismo protestante, ma anche scienziati e teologhi di fama.

La tesi di Dawkins è semplice ma liberatoria per molti scienziati che fino ad ora non avevano il coraggio o la voglia di contrastare l´aggressività dei frazionisti anti-darwiniani: credere nell´esistenza di Dio è un errore logico e scientificamente insostenibile, in più la pretesa di una verità dogmatica e rivelata, l´infallibilità del verbo di cui si ammantano le grandi religioni monoteiste ha giustificato guerre, massacri ed ingiustizie con una verità indiscutibile perché sacra.

Le religioni (non una in particolare) per Dawkins cercano di ridurre a dogma e creazione l´evoluzione figlia del caso, di dare ordine a quel che l´evoluzione ha già ordinato a livello cosmico e sul nostro pianeta, di mettere occhiali fatti di dogmi antiscientifici a quell´incontenibile "orologiaio cieco" che ha prodotto l´"arcobaleno della vita" che ritroviamo nei titoli di due altri famosi libri dello scienziato.

"L´illusione di Dio" smonta a volte in maniera irridente, ma sempre intelligente ed efficace, tutte le prove dell´esistenza di un dio fabbricatore e meccanico di universi e nello stesso tempo interessato ai destini di ognuno degli uomini, sfascia con allegria le pseudoverità ed i ponderosi tomi dei saggi teologi e la religione superstiziosa data in pasto al popolo.

Propone un´etica senza Dio che si basa sul rispetto "volontario" delle meraviglia della vita, dell´universo e dell´evoluzione, della bellezza di farne parte, come basi etiche per non lasciare allo spirito religioso il monopolio della bontà e della morale, pronte ad essere sacrificate non appena un altro essere umano crede in un altro Dio (magari lo stesso) scritto, predicato e pregato con alte parole.

Secondo Dawkins la religione è come un burka che ci ricopre e che ci lascia vedere dalla sua feritoia solo i fenomeni intermedi, presentandoci gli altri come inspiegabili miracoli, «Potremo mai – si chiede Dawkins concludendo il libro – con lo studio e con la pratica, emanciparci dal mondo intermedio, strappando il burka nero e arrivando a comprendere a livello sia intuitivo sia matematico il molto piccolo, il molto grande e il molto veloce? Non conosco assolutamente la risposta, ma sono felice di vivere in un´epoca in cui l´umanità cerca di superare i limiti della comprensione. Un giorno potremmo addirittura scoprire che quei limiti non esistono».

"L´Illusione di Dio" è una boccata di ossigeno non solo per gli atei, sempre più isolati in un mondo che ritorna alla religione come rifugio dall´incertezza e dalla complessità, che nega il relativismo per imporre fedi impermeabili, ma anche per quei credenti che vogliono confrontarsi con i temi della scienza e dell´evoluzione, rifiutando un pensiero antiscientifico che precipita nella superstizione e nella negazione.

L´ateismo militante di Dawkins ha il pregio di affrontare a brutto muso questa battaglia culturale, negando il comodo rifugio dell´agnosticismo, il grande divulgatore scientifico svela lo scontro in corso tra fideismo e scientismo, un dibattito di cui in Itala sentiamo solo lontani echi, mentre quotidianamente in tv scorrono gli ammonimenti del Papa che costruisce il recinto della fede e della morale sessuale e scientifica, ma che probabilmente sarà uno dei temi etici e culturali del nostro futuro. "L´illusione di Dio" ci chiama a pensare e a muoversi da comode convinzioni, spetterà ad ognuno di noi cercare gli equilibri fra fede e scienza o a mettersi dalla parte del dogma religioso o dell´evoluzionismo cosmico senza se e senza ma di Dawkins.

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