[30/06/2008] Consumo

Il latte artificiale bandito dalle pubblicità

LIVORNO. Nelle Filippine già due anni fa il ministero della salute aveva vietato la pubblicità di prodotto destinati all’alimentazione dei bambini con meno di un anno, compreso il latte artificiale , in Europa nel 2006 è stata approvata una direttiva che prevede norme più restrittive sulla propaganda di alimenti per la prima infanzia. Adesso anche l’Italia si prepara a dare una volta al sistema artificiale di allattamento.

Il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, ha infatti annunciato regole più stringenti riguardo alla pubblicità sul latte artificiale. «È in arrivo una stretta sulla promozione delle formule artificiali. Saranno indicati limiti più decisi alla pubblicità attraverso sanzioni specifiche e regole rigide per le sponsorizzazioni delle aziende», ha dichiarato la Roccella.

Inoltre i produttori non potranno donare alle neonatologie apparecchi o altro materiale col marchio, ma solo in forma anonima. Il regolamento, che recepisce la direttiva attraverso un accordo Stato-Regioni, è quasi pronto: l´obiettivo è di incentivare il ritorno dell’allattamento al seno i cui vantaggi sono riconosciuti dall´intera comunità scientifica.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Unicef il mancato allattamento al seno e in particolare il mancato allattamento esclusivo al seno durante i primi sei mesi di vita, sono importanti fattori di rischio e possono causare una maggiore mortalità e propensione ad ammalarsi dei neonati e dei bambini, oltre a una maggiore difficoltà nelle attività scolastiche, una minore produttività e un diminuito sviluppo intellettuale e sociale. Per questo l’Oms sostiene l’allattamento al seno come modo ineguagliabile per fornire un alimento ideale per la salute e la crescita del lattante e raccomanda di protrarlo in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita e di continuare ad allattare al seno, con l’introduzione di idonei alimenti complementari, fino a due anni ed oltre.

Una raccomandazione poco seguita nel nostro paese dove ogni anno vengono consumate 6.300 tonnellate di latte artificiale e i dati Istat indicano (nel 2007) che la percentuale di bambini allattati con latte materno per più di sei mesi è di appena il 6,6% e che il 22,9% non è mai stato allattato al seno. Sono cifre ben lontane dall’ideale del 50% dei bambini allattati esclusivamente al seno a 6 mesi auspicato dall’Oms e dall’Unicef.

Situazione simile a quanto si riscontra sui dati che riguardano il ricorso al taglio cesareo. Nel 2007 il ricorso al taglio cesareo è stato pari al 42,8 per 100 nati vivi: una percentuale più bassa rispetto al 2006 (44%), ma molto più alto sia rispetto alle raccomandazioni dell’Oms, sia rispetto a quelle contenute nel Piano sanitario nazionale 2006-2008, nel quale si consiglia un ricorso taglio cesareo non superiore al 20%. Dati che indicano quanto si siano trasformati nel corso degli anni fattori del tutto naturali quali la gravidanza e la nascita.

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