[10/04/2006] Comunicati

Anche l´ambiente aspetta il verdetto delle urne col fiato sospeso

LIVORNO. L´Italia è ferma. Bloccata. Sospesa. In bilico fra passato e futuro. In apnea, in attesa di conoscere quale esito uscirà dalle urne che si aprono oggi, e quale governo la guiderà d´ora in avanti.

Comuni, Regioni e Prefetture sono aperti praticamente solo per sbrigare le infinite pratiche che si rendono necessarie per garantire un corretto svolgimento del voto. E fra poco i loro terminali cominceranno a dare i numeri di cui, per diversi giorni, si nutriranno televisioni e giornali.

E´ stata una campagna elettorale tesa, nella quale i toni del confronto sono arrivati all´insulto, con gli ultimi giorni percorsi dai tradizionali fuochi d´artificio alla ricerca del consenso.

Di ambiente si è parlato poco e niente. A parte all´ultimo tuffo, quando il premier uscente, impegnatissimo nei giochi pirotecnici di cui si diceva, si è dilettato a spiegare che in fondo anche la tassa sui rifiuti può essere abolita, grazie all´avvento dei termovalorizzatori. Per il resto, la compagine che ha governato il paese negli ultimi cinque anni si è ben guardata anche dal solo accennare una sola idea improntata alla sostenibilità dello sviluppo. Il governo che ha approvato in extremis il riordino della normativa in materia di ambiente, rispondendo a tempo di record ai rilievi del Quirinale, d´altra parte, non ha mai nascosto di essere fautore di una politica ambientale che mette al centro il dogma della crescita dell´economia. Badando, al massimo, a mettere qualche rimedio qua e là per evitare il peggio. Processi di integrazione economia-ecologia? Neanche a parlarne. Promozione e sostegno alle esperienze di Agenda 21 per misurare la sostenibilità dello sviluppo? Non interessa.

Nel campo opposto, quello dell´Unione, questi temi sembrano aver trovato, se non altro, un diritto di cittadinanza maggiore. Non dev´essere un caso se le principali organizzazioni ambientaliste, dal Wwf a Legambiente, si sono schierate con l´alleanza guidata da Prodi, alla quale partecipa anche il partito nato negli anni ´80 proprio per far sbarcare nelle istituzioni del nostro paese le istanze ambientaliste.

Ancora poco tempo, poche ore, pochi minuti. Poi parlerà il verdetto del popolo votante. Inappellabile.

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