[28/05/2008] Parchi

Le aree protette catturano CO2 e fanno bene all’Amazzonia e al pianeta

LIVORNO. Oggi il Wwf ha presentato alla nona Conferenza delle parti della Convenzione per la diversità biologica di Bonn un rapporto sulle aree forestali gestite attraverso l’Amazon Region Protected Areas (Arpa) in Brasile, dal quale risulta che «hanno il potenziale di ridurre di 1,1 miliardi di tonnellate le emissioni totali di carbonio derivanti dalla deforestazione e dal degrado delle foreste da qui al 2050».

Lo studio è stato curato da Wwf Brasil, Instituto de Pesquisa Ambiental da Amazônia dell´Amazon, Università di Minas Gerais, con il sostegno del Woods Hole Research Centre del Massachusetts, e quantifica la quantità di CO2 stoccata nelle aree gestite dall´Arpa e la confronta con la deforestazione stimata di queste aree se non fossero protette. Si tratta di 4,6 miliardi di tonnellate di carbonio catturati e stoccati ogni anno, un decimo del carbonio stoccato nella restante foresta amazzonica brasiliana, cioè 20 volte le emissioni annuali della Germania.

Secondo gli ambientalisti si tratta della conferma che le grandi foreste, dal Sudest asiatico al Bacino del Congo, dal Brasile alla Siberia, sono veri e propri serbatoi di carbonio e svolgono ruolo fondamentale per regolare gli equilibri climatici del pianeta. L´Arpa è coordinata dal ministero dell´ambiente del Brasile e dal Chico Mendes Institute for Biodiversity Conservation, in collaborazione con i sette Stati brasiliani della regione dell´Amazzonia. È un’iziziativa partita da Global Enviroment Facility, Banca Mondiale, Banca per lo Sviluppo della Germania e Wwf ed è amministrata dal Fundo Brasileiro para a Biodiversidade.

«L´Amazzonia gioca un ruolo fondamentale nel regolare il clima del pianeta e l´Arpa è uno strumento forte per ridurre le emissioni di carbonio provocate dalla deforestazione – spiega Denise Hamù del Wwf Brasil - Lo studio mostra come sia possibile quantificare chiaramente i benefici apportati dalla difesa della foresta amazzonica brasiliana dalla deforestazione e quanto sia importante continuare a sostenere l´Arpa. Il Brasile deve giocare un ruolo importante sia nella conservazione della biodiversità, sia nella conservazione del clima perché il 65% della foresta amazzonica è dentro i suoi confini. È importante che il modello dell´Arpa venga seguito il più possibile".

L´Arpa chiede di implementare le aree protette esistenti e di crearne nuove, ma anche di gestirle correttamente e in una prospettiva di lungo periodo. «Se lo sforzo dell´Arpa di raggiungere il traguardo della deforestazione zero nelle aree protette verrà supportato – dicono al Wwf Brasil - da oggi al 2050 sarà possibile ridurre le emissioni di 1,1 miliardi di tonnellate di carbonio (equivalente a 4 miliardi di tonnellate di CO2), ovvero la quantità totale provocata dalla deforestazione e dal degrado delle foreste nel 2007 in tutto il mondo».

Il direttore del Wwf Italia, Michele Candotti, spiega che «In Italia dal giugno 2007 siamo riusciti ad ottenere la partecipazione del Governo, attraverso il ministero dell´ambiente, al programma Arpa e alla grande iniziativa amazzonica del Wwf internazionale. Ricordiamo inoltre che il nostro paese è tra i maggiori consumatori di alberi tropicali. Il rapporto Wwf reso noto oggi richiama a una responsabilità condivisa di cui tutti devono farsi carico, e il nostro paese deve fare la sua parte supportando e sviluppando con i paesi terzi politiche di sana gestione sostenibile delle foreste, dando valore al Flegt (Forest Law Enforcement, Governance and Trade dell´Unione Europea) e sviluppando la certificazione del legname».

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