[28/05/2008] Vivere con cura di Marinella Correggia

Perché fare in casa le conserve è ecologico e possibile per tutti

ROMA. “Sarà anche ecologico, ma chi ha tempo di farsi in casa conserve e marmellate?”. Questa è la prima obiezione che ci si sente rivolgere se si propone l’autoproduzione di conserve dolci e salate, di frutta e ortaggi. Obiezione mal posta. Cucinare sì, che prende tempo. Ma le conserve si possono fare per tutto l’anno in pochi giorni concentrati, ed estivi visto che è allora che abbonda la materia prima. E poi si risparmierà per tutto l’anno sul tempo necessario a produrre sul momento - o ad andarle ad acquistare – ecco un originale sugo per la pasta, un antipasto di delizie, un secondo vegetale a cui aggiungere solo qualche ortaggio al vapore, un dolcetto semplice, una crema da spalmare.

Saggiamente come la formica prepariamo le riserve sotto vetro! e possiamo farlo anche avendo a disposizione solo una cucina a gas dove cuocere, un armadietto dove stipare i vasetti, un balconcino dove essiccare.

E adesso diciamo in elenco perché autoprodurre conserve è ecologico. Ecco qua:
1) Evitiamo l’acquisto di prodotti trasformati, che quindi hanno subito lunghi trasporti fra i diversi luoghi di produzione e “assemblaggio” con grande consumo di energia, acqua e materiali. Ormai il nostro cibo fa il giro del mondo. Noi invece partiamo dalla materia prima e quindi siamo più vicini al produttore, con acquisti in loco, magari grazie ai gruppi d’acquisto. Così i nostri consumi alimentari impattano di meno sul clima e sull’ambiente di tutti.

2) Si possono fare ricette con alimenti a crudo (grazie all’aceto e al sale) o essiccati al sole: metodi che hanno il grande vantaggio di preservare le qualità nutrizionali degli alimenti meglio della cottura, risparmiando così energia anche nella produzione.
3) Più difficile calcolare l’impatto positivo in termini di risparmio di acqua e di agenti inquinanti. Ma è certamente rilevante.

4) Possiamo evitare l’acquisto di prodotti fuori stagione freschi o conservati e contribuire invece a utilizzare frutta e ortaggi maturi che andrebbero buttati (ai vari livelli della catena alimentare) nelle stagioni di abbondanza.
5) Risparmiamo moltissimi imballaggi usa e getta, siano essi di plastica, metallo o vetro. Con le trasformazioni a casa usiamo solo i barattoli di vetro (o sacchetti di carta nella dispensa) e ci possono servire molte volte, cambiando solo il tappo nel caso di alimenti cotti.

6) Possiamo anche utilizzare frutta, ortaggi ed erbe selvatici o comunque spontanei, oggetto di raccolta gratuita e appassionata da parte nostra. Oltre al vantaggio economico evidente, evitiamo che si perda questo bendidio attingendo all’offerta che la natura ci fa di cibi molto nutrienti. Inoltre se abbiamo amici o vicini in possesso di orto o frutteto potremo fare proficui scambi materia prima contro conserve.
7) L’olio e l’aceto in cui sono conservati gli ortaggi sono interamente consumabili anche separatamente dal contenuto (in sughi, scarpette ecc.): mettiamo quelli buoni, in una parola l’olio extravergine di oliva e l’aceto naturale di vino bianco o di mele.
8) Mangiamo cibi squisiti e sanissimi perché gli ingredienti sono controllati; bypassiamo le sofisticazioni alimentari e con alcune facili precauzioni non rischiamo nulla.

9) Questo è un mondo inerte dove le persone non sanno fare più nulla. Questa attività inoltre si presta moltissimo a modalità conviviali e collettive. Ci si raduna, si insegna e si impara a vicenda, si usano le mani e intanto si discorre, si scherza.

E’ impossibile spiegare come si ecoconserva in poche righe. Suggeriamo un libretto per l’estate di buone conserve che si avvicina: Le ecoconserve di Geltrude (Autrici varie, Stampa alternativa, 2007).

Torna all'archivio