[28/05/2008] Energia

Cuba trasforma l’embargo in risparmio energetico e energia pulita

LIVORNO. La Asamblea Nacional del Poder Popular di Cuba ha reso noto di aver costituito una commissione speciale integrata di 32 deputati per rafforzare il controllo governativo sull’uso efficiente dell’energia e sulla protezione dell’ambiente.

Il deputato Leonardo Martínez ha spiegato a Tierramérica che «la commissione, costituita il giorno 19, avrà la missione di fiscalizzare il risparmio energetico e lo sviluppo di fonti rinnovabili di energia, così come i programmi di cultura ed educazione ambientale».

Cuba sta già realizzando un piano di risparmio energetico che negli ultimi tre anni le ha permesso di risparmiare circa 680 mila tonnellate all’anno di petrolio e nel 2008 prevede di investire 40 milioni di dollari nelle energie rinnovabili. L’embargo Usa continua ed una delle precondizioni per lo sviluppo economico di Cuba, promesso da Raul Castro e dal partito comunista, è il risparmio di qualsiasi tipo di risorse e materiale, specialmente il combustibile, da sempre scarso ed ora a prezzi inaccessibili sul mercato internazionale. Così l’allenamento al risparmio forzato si è convertito in una fonte di guadagno per la economía cubana che permette la copertura finanziaria di progetti sociali ambiziosi come il piano di fabbricazione di centomila abitazioni all’anno.

Del piano di risparmio fanno parte anche misure che hanno suscitato molto scalpore nei Paesei occidentali e che hanno fatto parlare dell’introduzione consumismo a Cuba, per il governo si tratta invece di vendere alla popolazione utensili domestici efficienti in sostituzione di quelli obsoleti ed energivori in uso, e di distribuire alle famiglie lampade a basso consumo.

Del nuovo piano fa parte anche la sostituzione delle vecchie linee elettriche e la modernizzazione delle inquinanti centrali termoelettriche cubane.

Un altro strumento che ha contribuito a mitigare gli acquisti di petrolio all’estero è la produzione di 1.100 megawatts da parte della Empresa Nacional de Hidroenergía, che nel 2007 ha permesso a Cuba di risparmiare 30 mila tonnellate di combustibile con piccoli impianti idroelettrici realizzati nelle 14 province dell’isola, che permettono a più di 35 mila cubani di avere energia elettrica in aree remote e di difficile accesso.

Ma il governo castrista usa le sue nuove conoscenze anche per continuare a mettere in atto il suo testardo internazionalismo da contrapporre alla globalizzazione liberista e sta esportando una sorta di produzione energetica diffusa, con l’acquisto di impianti elettrici mobili destinati ai Paesi in via di sviluppo, che vengono messi in opera dai giovani cubani integrati nel “Programa de Trabajadores Sociales” che hanno già realizzato 14 di questi impianti in giro per il mondo.

Torna all'archivio