[27/05/2008] Comunicati

Tremonti per abolire l’Ici ha preso i soldi che servivano per il Ponte di Messina?

LIVORNO. Che Tremonti (Nella foto) fosse un appassionato della finanza creativa con simpatie leghiste si sapeva, e che i leghisti non vedano di buon occhio il ponte di Messina è arcinoto, ma che tutto questo si rivelasse alla fine come un gioco di prestigio in cui il ponte più contestato del mondo compare nei programmi e nei discorsi e scompare con i numeri di bilancio necessari ad attuare un’altra promessa irrinunciabile, è abbastanza incredibile, eppure a leggere i conti in tasca fatti da Legambiente alla “manovrina” sull’Ici qualche dubbio viene. Infatti il ministro dell’economia avrebbe dirottato ai comuni, in cambio della soppressione dell’Ici, i 1.300 milioni di euro destinati a interventi urgenti per la mobilità in Calabria e Sicilia.

Secondo il Cigno verde «Saranno siciliani e calabresi a coprire le spese relative al taglio dell’Ici. I soldi destinati alle infrastrutture per la mobilità nelle due Regioni meridionali sono stati infatti incamerati dal Governo per coprire la soppressione dell’imposta comunale sulla prima casa. Saltano così opere che la Sicilia e la Calabria aspettano da tempo (metropolitane leggere, tangenziali, completamento e adeguamento di alcune statali) e, in questo contesto, appare ancor più paradossale la foga con cui l’esecutivo continua a sbandierare l’ipotesi Ponte sullo Stretto di Messina.

Quel miliardo e tre è il “tesoretto” accantonato da Fintecna per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il precedente governo aveva stabilito che quei soldi, una volta messa da parte l’ipotesi Ponte, sarebbero serviti a realizzare o completare una serie di opere (alcune di dubbia utilità) da anni in lista di attesa. Ora, con un nuovo giro di valzer, il denaro prende una nuova destinazione e va a coprire i mancati introiti comunali dell’Ici. In buona sostanza – spiega Legambiente – il ministro dell’economia Giulio Tremonti, ha messo la prima pietra sopra il Ponte sullo Stretto: già non c’erano i 5 miliardi per realizzarlo, ora non ci sono nemmeno 1.300 milioni per costruire opere che sia la Calabria che la Sicilia considerano prioritarie rispetto al Ponte stesso».

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