[27/05/2008] Rifiuti

Aee: leghe di cadmio, piombo e ossido di piombo potranno essere ancora utilizzati

LIVORNO. Le leghe di cadmio, il piombo e l’ossido di piombo potranno essere ancora utilizzati nella fabbricazione di alcune apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) perché non è ancora possibile sostituire le leghe di cadmio nei trasduttori, non sono ancora disponibili lampade piatte prive di mercurio e di piombo e non esistono sostituti praticabili per l’ossido di piombo contenuto nei tubi laser ad argon e kripton. Lo ha deciso la Commissione europea che ha modificato la direttiva sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche per quanto riguarda le esenzioni relative alle applicazioni del piombo e del cadmio (nello specifico ha modificato l’allegato della direttiva 2002/95/CE).

Secondo il divieto generale le apparecchiature contenenti piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati (Pbb) o etere di difenile polibromurato (Pbde) non possono essere immesse sul mercato, anche se per determinati usi e in certe concentrazioni possono essere impiegate per la produzione delle apparecchiature.

Del resto lo scopo della direttiva non è solo quello di ravvicinare le legislazioni degli Stati membri sulle restrizioni dell’uso di sostanze pericolose nei Aee ma è anche quello di contribuire alla tutela della salute umana e di contribuire al recupero e allo smaltimento ecologicamente corretto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).

Malgrado le misure sulla raccolta, il trattamento, il riciclo e lo smaltimento dei Raee (necessarie per ridurre i problemi di gestione dei rifiuti legati alle sostanze pericolose) parti significative di Raee continuano a finire negli attuali canali di smaltimento. E anche se i Raee fossero raccolti sempre separatamente e sottoposti a processi di riciclaggio, il loro tenore di mercurio, cadmio, piombo, cromo VI, Pbb (bifenili polibromurati) e Pbde (eteri di difenile polibromurato) potrebbe presentare rischi per la salute e l’ambiente. Dunque la sostituzione di queste sostanze nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche con materie sicure o più sicure è una maniera efficace per garantire una riduzione significativa dei rischi legati a queste sostanze.

Ma esistono dei casi in cui la sostituzione non è possibili (almeno fino ad ora). Nei trasduttori impiegati negli altoparlanti ad alta potenza con livelli di pressione del suono uguali o superiori a 100 dB (A) le leghe di cadmio vengono utilizzate per la saldatura elettrica o meccanica dei conduttori elettrici situati direttamente sul voice coil dei trasduttori; nelle lampade fluorescenti piatte prive di mercurio (utilizzate, ad esempio, negli schermi a cristalli liquidi o nell’illuminazione per interni o industriale) il piombo è usato nella saldatura e nelle finestre per i tubi laser ad argon e kripton c’è ossido di piombo. E questo perché, come dicevamo, non esistono ancora materiali sostitutivi e l’uso di queste sostanze pericolose nei materiali e componenti è tuttora inevitabile. In altre parole: la sostituzione non è possibile dal punto di vista scientifico e tecnico.

Non v’è alcun dubbio quindi che ogni tecnologia innovativa porta con sé anche un rovescio della medaglia, del resto lo abbiamo detto più volte da queste pagine che l’impatto zero non esiste. Quello cui bisogna tendere è semmai il minor impatto considerato in un computo più ampio, come è il caso appunto delle lampade a fluorescenza. Per questo sarebbe importante ragionare in termini di contabilità ambientale.

Torna all'archivio