[27/05/2008] Comunicati

I rifiuti dopo il terremoto cinese

LIVORNO. Il post-terremoto in Cina non sembra ancora iniziato a causa di forti scosse di assestamento che sconvolgono e terrorizzano il cuore del Paese, ma l’agenzia Xinhua annuncia che «il ministero cinese della protezione dell’ambiente ha elaborato delle misure per una distruzione adeguata della spazzatura nelle regioni colpite dal sisma del 12 maggio, affermando che l’incenerimento dei rifiuti all’aria aperta deve essere effettuato ad una buona distanza dalle persone e dai luoghi abitati».

Il ministero ha specificato in una circolare che «le installazioni esistenti e gli inceneritori industriali devono essere la prima scelta, mentre bruciare i rifiuti all’aria aperta deve restare l’ultima opzione a cui ricorrere. Però, quando l’incenerimento dei rifiuti all’aria aperta è necessario, esso dovrà essere realizzato il più lontano possibile dalle risorse di acqua potabile, dalle persone, dalle case e dai centri di reinserimento».

Davanti alla tragedia in corso, che è anche e sempre di più sanitaria ed ambientale, oltre che umana, non si guarda tanto per il sottile, alla diossina ed alla corretta gestione dei rifiuti (che spesso nella Cina profonda è quasi inesistente) si potrà pensare a tragedia finita e ricostruzione in atto, che si annuncia colossale.

La nota del ministero dell’ambiente esige che «I rifiuti ospedalieri devono essere rapidamente disinfettati, poi bruciati o interrati. Nelle regioni sinistrate, la distruzione di rifiuti infettivi deve passare avanti a tutto».

Il governo di Pechino ha chiesto agli amministratori locali di prendere misure precise per prevenire la comparsa di malattie e di altre urgenze per la salute pubblica dopo il sisma, «lunedì – assicura Xinhua – il personale incaricato della prevenzione delle malattie aveva coperto tutti i borghi nelle regioni sinistrate».

Secondo l’ufficio per l’informazione del Consiglio degli Affari di Stato (il governo cinese), il bilancio ufficiale dei morti ha raggiunto le 65.080 persone, i feriti sono 360.058 e i dispersi 23.150, circa 14 milioni e 380 mila persone sono tornate nelle loro abitazioni non lesionate o sono ospitate in campi per i terremotati.

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