[27/05/2008] Rifiuti

Rifiuti: tecnici a Chiaiano. Inchiesta ´rompiballe´: 25 arresti

LIVORNO. La tregua al quartiere di Chiaiano, ottenuta dopo una lunghissima discussione fra i manifestanti, il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, e il sottosegretario Guido Bertolaso, ha permesso oggi l’accesso dei tecnici dell’Arpac nell’area della cava, dove dovrà essere allestita una discarica di rifiuti. I manifestanti di Chiaiano hanno rimosso spontaneamente la barricata di cassonetti che ostruiva l´accesso e proseguiranno questa mattina il presidio pacifico in piazza e le operazioni di trivellazione nel sito dove dovrebbe sorgere la discarica. Ma se da un parte c’è questa ‘apertura’, dall’altra il caos Campania conosce oggi un nuovo capitolo destinato a rendere ancor più complessa l’intera questione: l’inchiesta della Procura partenopea che ha notificato un avviso di garanzia anche al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, già commissario straordinario per i rifiuti.

L´inchiesta, denominata ´rompiballe´, ha portato all´esecuzione di 25 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dipendenti e funzionari del commissariato per l´emergenza rifiuti. Le misure, domiciliari, riguardano tra gli altri Marta Di Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando era commissario ai rifiuti.

Alle 25 persone a vario titolo, – spiegano le agenzie di stmapa - sono contestati i reati che vanno dal traffico illecito di rifiuti al falso ideologico in atto pubblico e alla truffa aggravata ai danni dello Stato.

Le accuse si riferiscono ad atti compiuti a partire dal 2006. La richiesta di arresti domiciliari era stata avanzata dalla procura alla fine dello scorso gennaio. Tra i destinatari dell´ordinanza anche Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile.

Pansa non ha dubbi: l´inchiesta, dice, chiarirà la correttezza del mio comportamento. Anche i vertici della Ecolog, la società titolare dei treni con cui fino al 2007 sono stati trasferiti i rifiuti campani in Germania, sono tra i 25 destinatari dell´ordinanza di custodia cautelare emessa dai Pm di Napoli. Si tratta dell´amministratore delegato Roberto Cetera e del direttore tecnico Lorenzo Miracle. Secondo quanto si apprende, l´indagine dei Pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello riguarderebbe proprio i treni spediti in Germania e in particolare i codici con cui venivano contrassegnate le ecoballe.

Lasciando il nuovo capitolo giudiziario, e tornando a Chiaiano, la politica del braccio di ferro e del guanto di velluto, ribadita anche ieri dal premier Berlusconi, sembra dare – almeno a Chiano e almeno per ora - i suoi frutti. Mentre proseguono invece le proteste tra Napoli e provincia, dove anche stanotte sono stati appiccati diversi roghi ai cumuli di spazzatura presenti per strada, che i vigili del fuoco hanno descritto come vere e proprie discariche.
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Una politica accolta positivamente dal premier ombra Walter Veltroni che ha sostenuto che: «Se si è presa questa determinazione, è chiaro che va rispettata, però, naturalmente, bisogna cercare di evitare l´uso della forza il più possibile». «Il problema - sostiene Veltroni- si risolve con il senso di responsabilità di tutti» e «insieme all´elemento della determinazione nel portare a compimento questo risultato bisogna che ci sia qualcosa che attiene alla cultura, al senso del vivere civile, ad uno spirito di comunità, che se si rompe, finisce per creare solo conflitti tra quartieri, regioni, etnie. Ed è l´inizio della fine».

Ed è al senso di responsabilità che si riferisce anche il sottosegretario Bertolaso, annunciando entro fine anno la realizzazione di una discarica per ogni provincia «evitando così malumori e proteste». Anche se come abbiamo visto in questi giorni, la contrarietà della popolazione alle discariche riguarda anche quelle che dovrebbero smaltire i rifiuti del proprio territorio. La priorità, ha sottolineato il sottosegretario «é chiudere la pagina vergognosa dell´emergenza e per arrivarci servono sette-otto milioni di metri cubi di spazio dove conferire i rifiuti» e ha indicato la tempistica per l´avvio dei termovalorizzatori, tranne che per quello di Acerra: «ho la tempistica ma non la dico, ma sarà una data che segnerà la svolta». Effetti speciali anche per i tempi previsti per la realizzazione degli altri due: Salerno entro due anni-due anni e mezzo, e a Santa Maria la Fossa «c´é il progetto ed il terreno i lavori cominceranno entro il 2008». Per l’impianto previsto a Napoli, i tempi- fa capire il sottosegretario- sono quelli previsti dal decreto di governo: «Ho scritto al sindaco di Napoli chiedendogli di indicarmi un sito per realizzare il termovalorizzatore di Napoli: ha trenta giorni di tempo per decidere, poi bisogna cominciare i lavori» Quindi o decide il comune o sarà lui a scegliere dove realizzarlo.

Un approccio, quello del braccio di ferro e guanto di velluto che incassa l’assenso anche del ministro Matteoli, per cui l’emergenza è derivata dalla mancanza di discariche e inceneritori, e che ha dichiarato «il sottosegretario Bertolaso ha iniziato bene, ha cercato il colloquio ed è giusto dare informazione a coloro che protestano, ma poi - ha puntualizzato Matteoli - lo Stato deve andare avanti e farsi rispettare».

Non dà invece nessuna priorità alla raccolta differenziata, che anzi viene definita da Bertolaso «una chimera», nonostante il decreto per l’emergenza desse dei tempi e degli obiettivi specifici per i comuni campani e l’incarico di avviare una campagna di sensibilizzare e informazione sia al Conai che al ministero dell’Ambiente.

Obiettivi cui non sembra invece rinunciare l’assessore all’ambiente della regione Campania, Walter Ganapini, che ha messo in piedi una commissione di esperti di cui faranno parte Guido Viale e Fortunato Gallico, per programmare il rientro alla gestione ordinaria del ciclo integrato dei rifiuti.

E viste le prime dichiarazioni di Viale, che ha aspramente criticato sia il nuovo piano del governo per il massiccio ricorso all’incenerimento, sia le modalità per ottenere che si realizzi, non sarà certo una facile convivenza. Con il rischio di vedere nuovamente contrapposte le posizioni del tutto all’incenerimento contro la via unica della raccolta differenziata, a scapito di un corretto ciclo integrato e di un governo sostenibile dei rifiuti.

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