[26/05/2008] Comunicati

G8, Prestigiacomo scopre il "mottainai" e la complessità ambientale

LIVORNO. E’ stato impegnativo e forse un po’spaesante il debutto del nuovo ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo al G8 Environment Ministers Meeting di Kobe, in Giappone, dove le 8 maggiori economie sviluppate (Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Russia ed Usa) hanno discusso insieme all’Unione europea ed ai Paesi emergenti (Antigua e Barbuda, Australia, Brasile, Cina, Corea del sud, India, Indonesia, Messico, Sudafrica) i temi ambientali che dovranno entrare nell’agenda in discussione del vero e proprio G8 che si terrà sempre in Giappone, ad Hokkaido, a luglio.

Le Prestigiacomo è stata infatti sbalzata dalla spazzatura e dagli scontri di Napoli e dalla molto provinciale discussione sul nucleare di casa nostra, alle grandi questioni internazionali che mettono l’Italia di fronte alla necessità di risolvere problemi e ritardi che non possono essere affrontati con le buone intenzioni o con le speranze in miracoli tecnici. L’Italia non può certamente presentarsi in queste condizioni al prossimo summit del G8 che verrà ospitato all’isola della Maddalena, dove la Prestigiacomo si troverà probabilmente nella imbarazzante situazione di fare gli onori di casa mentre il comune della Maddalena chiede di abolire o fortemente ridimensionare il parco nazionale per favorire il recupero edilizio a fini turistici-ricettivi delle ex strutture militari Usa.

Questo proprio mentre al G8 di Kobe si discute di come difendere l’ambiente anche attraverso le aree protette. I tre temi in discussione a Kobe fra i ministri dell’ambiente erano infatti le questioni ambientali che a livello mondiale sono diventate ormai questioni di politica internazionale, di rispetto degli impegni internazionali, europei e tra gli Stati. Il primo problema discusso è stato quello del cambiamento climatico che nel 2007 aveva già tenuto banco al summit del G8 di Heilegendamm in Germania, dove il primo ministro giapponese aveva proposto l’iniziativa "Cool Earth 50", un accordo tra il leder del G8 per dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050. A Kobe il premier giapponese ha presentato il "Cool Earth Promotion Programme" una iniziativa lanciata in occasione del meeting annuale del World Economic Forum di Davos a gennaio. "Cool Earth 50" dovrebbe essere attuata in tre tappe: il quadro del post-Kyoto, la cooperazione internazionale per l’ambiente e l’innovazione.

In linea con questi impegni a Kobe i ministri dell’ambiente del G8 e degli altri Paesi invitati hanno discusso di come mettere in campo misure effettive ed efficaci per la mitigazione del climate change, su come impostare ed applicare obiettivi equi di riduzione delle emissioni di gas serra e sulla creazione di una società a basso tenore di carbonio, di come promuovere azioni integrate per combattere l’inquinamento ed il global warming attraverso un approccio che dia benefici comuni e condivisi e su come inserire le misure di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici all’interno di politiche di sviluppo.

Il secondo tema discusso a Kobe è stato quello della biodiversità quale fondamento per la sopravvivenza delle specie viventi e per il benessere dell’umanità. Il Giappone ha illustrato la sua third National Biodiversity Strategy avviata dal governo nel novembre 2007 e che indica gli obiettivi di Tokyo per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità in accordo con la Convention on Biological Diversity (Cbd) che è riunita proprio in questi giorni a Bonn. Fra meno di due anni, in occasione dell’anno internazionale della biodiversità, bisognerà fare il bilancio dei 2010 Biodiversity, che in Europa ed in Italia sono stati tradotti in “Contdown 2010” e il Giappone si è già candidato ad ospitare a Nagoya la decima Conferenza delle parti della Cbd.

Con l’occhio rivolto all’avvicinarsi di questa data cruciale, i ministri dell’ambiente del G8 si sono confrontati sui modi con I quali promuovere globalmente la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità, alla luce degli impegni e dei trattati internazionali che prevedono un incremento ed una migliore gestione delle aree protette a terra ed a mare, la difesa degli stock ittici e delle risorse forestali, l’utilizzo condiviso delle risorse vegetali e faunistiche messe a disposizione dalla natura. history of coexistence with nature. Il terzo tema in discussione nel summit giapponese deve aver interessato non poco la Prestigiacomo, visto che su l fronte dei rifiuti l’Italia è ormai vergognosamente esposta come esempio negativo a livello mondiale.

La crescita economica mondiale ha portato ad un aumento di rifiuti in tutto il pianeta e la domanda di risorse “riciclate”, soprattutto rottami metallici e materie plastiche, così come sembra inarrestabile il traffico di rifiuti transfrontaliero di rifiuti che va a rimpinguare un’industria del riciclo e recupero non sempre legale e spesso dannosa per l’ambiente. La ministro dell’ambiente italiana ha detto di essere rimasta molto colpita dalla filosofia "mottainai" del Giappone che poi non è altro che la traduzione asiatica delle “3 R” occidentale: riduzione, riutilizzo e riciclo (che da noi diventano 4R anche con il recupero).

I ministri dell’ambiente hanno discusso una "3R Initiative" del G8 per realizzare un’economia meno basata sul consumo usa e getta e più sul ciclo di vita degli oggetti, includendo le “3R” ed il riciclo ed il riuso di prodotti e risorse tra le azioni essenziali per ridurre gli impatti del riscaldamento climatico, per lo sviluppo di un modello internazionale per il riciclaggio delle risorse e per il corretto trattamento dei rifiuti nei Paesi in via di sviluppo e della necessità di una maggiore collaborazione internazionale per promuovere le “3R”.

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