[23/05/2008] Rifiuti

Lo smaltimento militarizzato dimentica la gestione integrata dei rifiuti

LIVORNO. Nelle vesti del suo nuovo ruolo di sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso è andato oggi a Napoli per una serie di incontri istituzionali per mettere a punto gli interventi da realizzare per uscire dall´emergenza. Sulle discariche non dice quali saranno quelle previste ma anticipa che saranno parecchie e nel tentativo di sgombrare il campo da preoccupazioni sorte per il previsto uso dell’esercito per la loro realizzazione, dichiara che «non ci sono e non ci saranno regole d´ingaggio per i militari» perché il loro compito sarà di «sorveglianza, tutela e protezione» dei siti che saranno adibiti a discarica.

Rimane e sarà quella principale, l’attività di «portare via l´immondizia dalle strade, come hanno fatto in questi mesi in modo impeccabile». Il compito di «confrontarsi» con le eventuali proteste, aggiunge il sottosegretario, «sarà delle forze dell´ordine, che fino ad oggi lo hanno svolto in maniera egregia».
Ma le parole di Bertolaso non sembrano aver tranquillizzato i contrari all’apertura di nuove discariche, che non sono solo facinorosi manifestanti ma anche i sindaci che si sono già detti pronti a farsi arrestare piuttosto di vedere ulteriori discariche sorgere sui propri territori.

Appena saranno ufficializzati i siti, la mobilitazione scatterà. E dato che l’intenzione dichiarata e affidata a pieni poteri a Bertolaso è quella di agire in fretta «senza guardare in faccia nessuno», i prossimi giorni si prospettano particolarmente caldi.
A Chiaiano, periferia nord di Napoli, dove molto probabilmente sarà realizzata una delle discariche previste nel piano, per accogliere 700mila tonnellate di rifiuti, lo dicono senza mezzi termini. Nella manifestazione prevista per sabato prossimo ci saranno cartelli con scritto: «sparateci tutti». E anche in provincia di Salerno, il sindaco di Serre, Palmiro Cornetta, si è detto pronto «a conoscere anche le patrie galere». Stessa linea anche in provincia Benevento, dove i sindaci dei comuni vicini a Sant´Arcangelo Trimonte, in un documento congiunto hanno chiesto alla regione Campania e al commissariato di Governo, di «sospendere immediatamente i lavori di costruzione della discarica in attesa della verifica delle prescrizioni contenute nel parere della Commissione di valutazione di impatto ambientale proposto dal commissariato».

L’attesa per far scattare la mobilitazione è alta anche a Terzigno, alle porte di Napoli, a Ferrandelle, in provincia di Caserta, altri siti dove potrebbero essere realizzate le discariche. C’è poi anche la questione di riprendere i lavori del termovalorizzatore di Acerra, «in modo che prima della fine anno la prima linea possa essere attivata- ha dichiarato Bertolaso - oltre a garantire l´avvio dei lavori del termovalorizzatore di Salerno, di Santa Maria La Fossa e stabilire, con il Comune , dove fare quello per la città di Napoli». Questione che preoccupa molto il sindaco Rosa Russo Iervolino.

E di fronte a questo spiegamento di forze, alle previsioni impiantistiche, alle avvisaglie di un clima di tensione tra la popolazione, poco spazio (se non nullo) hanno le altre iniziative seppur previste nel decreto varato dal consiglio dei ministri che si è svolto a Napoli. Come ad esempio le disposizioni che riguardano la raccolta differenziata, che dovranno raggiungere gli obiettivi del 25% entro fine anno, 35% entro dicembre dell’anno prossimo e 50% entro il 2010, cui si aggiungono le misure che dovranno adottare i presidenti delle province nei prossimi trenta giorni per disincentivare l’utilizzo di beni usa e getta, e l’obbligo di effettuare la raccolta differenziata negli uffici pubblici, nella grande distribuzione e nelle imprese con più di 50 dipendenti, i cui risultati dovranno essere comunicati al sottosegretario, di tre mesi in tre mesi.

Tutte iniziative che il Conai da una parte e il ministro dell’Ambiente per parte sua, dovranno veicolare ai cittadini attraverso una campagna di comunicazione e di informazione capillare. Iniziative che vanno nella direzione di un sistema che potremo definire “normale” di gestione dei rifiuti. Ma che rischiano di essere sopraffatte da altro tipo di comunicazione, volta più al decisionismo e alla necessità di non disturbare il manovratore. Con il dubbio che sia lo stesso manovratore ad essere poco convinto della reale possibilità di realizzare interventi diversi da quelli di mero smaltimento.

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