[31/03/2008] Energia

Roselectra teleriscalda gli edifici pubblici di Rosignano Solvay

ROSIGNANO (Livorno). I primi undici edifici pubblici del comune di Rosignano Marittimo sono stati allacciati alla nuova rete di teleriscaldamento realizzata nell’ambito del progetto che ha portato alla messa in funzione della centrale a ciclo combinato (che prevede cioè una turbina a gas metano e una a vapore) della Roselecrta. L’impianto posto all’interno dell’area industriale della Solvay è stato partorito nella sua fase progettuale nel 2001 ed oggi è giunto a conclusione: con una potenza elettrica nominale di 386Mw e un’efficienza pari al 56,4% consentirà alla società partecipata da Acea (30%) e dalla belga Electralabel (70%)di entrare sul mercato dell’elettricità in Toscana.

Nel corso della presentazione ufficiale del nuovo impianto infatti è stata annunciata la joint venture siglata con Consiag che ha dato vita alla Spa Elettria: sarà quindi Elettria a proporsi fin dai prossimi mesi ai clienti residenziali e professionali toscani vendendo l’energia prodotta a Rosignano Solvay, con un occhio di riguardo proprio per i rosignanesi, che avranno offerte particolarmente vantaggiose, oltre a coprire il fabbisogno della stessa Solvay.

«Un occhio di riguardo non basta – ha detto il sindaco di Rosignano Alessandro Nenci – servono vantaggi reali per questo territorio che fornisce un grande contributo energetico alla Toscana con le sue turbogas, ma che per farlo si priva di risorse importanti che le aziende prelevano, come il suolo e l’acqua».
In effetti l’impianto RosenElecrta è stato studiato per garantire il minore impatto ambientale: l’acqua di raffreddamento dell’impianto per esempio, viene prelevata interamente dal mare e al termine del suo giro torna nuovamente in mare, senza alcuna aggiunta se non in termini di temperatura, comunque nei limiti previsti dalla legge.

«E per quanto riguarda le emissioni di Co2 – spiegano da RosenElecrta il teleriscaldamento consente un risparmio di emissioni in atmosfera pari a 4500 tonnellate l’anno, grazie ai 9 Mw di energia termica prodotti». Ovviamente le 4500 tonnellate sono la differenza tra quanta Co2 sarà emessa con il nuovo sistema di teleriscaldamento e quella che è stata emessa fino ad oggi utilizzando le caldaie a metano o a gasolio dei 17 edifici comunali che entro la fine dell’anno saranno raggiunti dalle tubazioni lunghe 12 chilometri.

In realtà la centrale Roselectra prima non esisteva e quindi essendo un nuovo impianto va ad aggiungere in atmosfera nuova Co2, seppur molto meno di quanta ne avrebbe emesse una centrale a carbone o ad olio combustibile (ma anche più di quelle che avrebbe emesso un impianto ad energia rinnovabile!).

«Quello di Roselectra – ha continuato il sindaco Alessandro Nenci – è un esempio di buona partecipazione e buona realizzazione: il progetto è stato pensato e corretto con il contributo della comunità locale, perché ricordo che anche grazie all’impegno di alcuni cittadini della zona è stato spostato l’elettrodotto che avrebbe potuto comportare sul quartiere un inquinamento elettromagnetico: l’industria oggi non si pone più senza una reale condivisione con il territorio, dal quale preleva risorse e al quale deve rendere qualcosa: ben vengano quindi i ritorni occupazionali e le compensazioni ambientali come appunto il teleriscaldamento, che farà risparmiare dai 550mila agli 800 mila euro alla collettività».

La localizzazione dell’impianto è stata fondamentale infine per un ritorno economico dell’investimento (che complessivamente è stato di 200 milioni): «la vicinanza – ha spiegato il capo centrale Domenico Pilorusso - da una parte del gasdotto Snam Rete gas da cui prelevare il metano, dall’altra della stazione ad alta tensione dove immettere l’energia prodotta, e infine del mare da cui prelevare l’acqua di raffreddamento, ha consentito di ridurre i costi di connessione delle reti».

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