[31/03/2008] Energia

Chavez annuncia la rivoluzione energetica

LIVORNO. L’iperattivo presidente del Venezuela, Hugo Chavez (Nella foto), di ritorno da Recife, era appena tornato dal Brasile, dove si era detto favorevole ad un Consiglio sudamericano di difesa, una specie di Nato in salsa anti yankee (che secondo il ministro della difesa del Brasile, Nelson Jobim, implicherebbe una integrazione di capacità industriali e tecnologiche) che è andato subito in televisione per lanciare dalla sua trasmissione personale "Alo Presidente ", un nuovo grande progetto energetico e di sviluppo.

Chavez ha arringato come al solito la popolazione del Venezuela promettendo che il suo governo nel 2008 investirà circa 2,1 miliardi di dollari per far partire un rivoluzionario piano energetico. Dal 2008 al 2013, il governo socialista-bolivariano investirà 20 miliardi di dollari in 52 progetti, ha detto Chavez, ma il presidente venezuelano non ha fornito dettagli sulla rivoluzione energetica, ma ha affermato che «Il Venezuela potrebbe diventare il più grande produttore di fertilizzanti e plastica dell’America latina entro il 2013».

Nel suo torrenziale discorso Chavez ha spiegato che «I progetti potrebbero creare 600 mila posti di lavoro. Il Fondo di sviluppo nazionale del Venezuela dispone di 35,3 miliardi di dollari grazie agli investimenti della Banca centrale e della società petrolifera di Stato, Petroleos de Venezuela». Insomma, nonostante la battuta di arresto del referendum che ha bocciato di stretta misura la proposta di costituzione chavista-bolivarista, il petro-socialismo latinoamericano di Chavez va avanti, annunciato dai proclami televisivi e sospinto dall’inarrestabile corsa del prezzo del petrolio.

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