[27/03/2008] Parchi

La foca fasciata sparisce insieme ai ghiacci

LIVORNO. Le foche fasciate (Histriophoca fasciata Zimmermann), che dipendono dai ghiacci artici galleggianti per il loro ciclo vitale, stanno diventando sempre più rare a causa del riscaldamento globale e potrebbero essere presto incluse dagli Stati uniti d’America nella lista delle specie minacciate, su richiesta del National Marine Fisheries Service (Noaa Fisheries Service).

Il Noaa Fisheries Service ha infatti avviato uno studio della durata di un anno in risposta ad una petizione redatta dal Center for Biological Diversity, un’associazione ambientalista americana, che ha anche chiesto di assegnare lo statuto di specie minacciata per l’orso polare ed altri animali del grande nord americano minacciati dalla fusione dei ghiacci e dalla perdita del loro habitat.

Le Foche fasciate, conosciute per i loro anelli bianchi sulla pelliccia, sono in chiarissima difficoltà visto che hanno bisogno del mare ghiacciato per dare alla luce i loro cuccioli e per poter riposare. Vivono nei mari tra l’Alaska e la Siberia e, a differenza delle altre foche che dipendono dal ghiaccio semi-permanente dell’Oceano Artico, le foche fasciate dipendono interamente dal ghiaccio che si forma ogni inverno nel Mar di Bering e nel Mar d’ Okhotsk che si scioglie durante l’estate.

Attualmente non ci sono stime affidabili sul numero di foche fasciate o di altre specie di foche che dipendono dai ghiacci, ma secondo John Bengtson, direttore del National Marine Mammal Laboratory del Noaa Fisheries Service, «Le foche fasciate dipendono dal mare ghiacciato nel Mar di Bering per eventi importanti della loro vita primaverile. L’agenzia studierà il caso di tre altre specie di foche dell’Artico, che vivono nelle acque ghiacciate dell’Alaska per determinare se siano ugualmente necessarie per queste specie. Questo sembra prudente. Esse interagiscono tutte con il ghiaccio in diverse maniere».

Ma a Brendan Cummings, direttore del programma oceano del Center for Biological Diversity, l’impegno dei ricercatori non basta: «non importa quale scienziato specializzato sappia che non si tratta solo dell’orso polare o della foca fasciata. E’ l’ecosistema nel suo insieme che è minacciato» e la sua associazione aveva annunciato l’intenzione di perseguire il Noaa Fisheries Service per non aver risposto nei tempi previsti alla petizione sulle foche fasciate, una minaccia rientrata dopo che l’agenzia Usa ha avviato lo studio sul caso delle foche.

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