[26/03/2008] Energia

Il petrolio kazako passa da Georgia e Turchia, i russi si consolano in Iraq

LIVORNO. Il Majlis, la camera bassa del Parlamento del Kazakistan, oggi ha probabilmente dato dalla capitale Astana un grosso dispiacere al governo russo, con il voto che ha permesso il via Libera al trattato tra Kazakistan ed Azerbaigian per il trasporto del greggio kazako che poi sarà avviato verso i mercati internazionali attraverso l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (Btc).

«Questo trattato – spiega una nota del comitato per gli affari internazionali, la difesa e la sicurezza del Majlis - prevede la messa in opera di un nuovo sistema di trasporto di greggio kazako attraverso il Caspio e il sistema Btc».

Si avvera così un incubo di Mosca: l’aggiramento del territorio russo con una importante linea che porta il petrolio dell’Asia centrale ex sovietica in occidente passando dalla ribelle Georgia e dalla Turchia.

L’oleodotto Btc è lungo 1.740 km ed è stato avviato nell’estate 2006 con l’obiettivo non taciuto di liberare dal giogo russo i campi petrolifero dell’Azerbaigian e portare il petrolio sul porto mediterraneo turco di Ceyhan. Nel 2007 dalle sue tubazioni sono passate 28 milioni di tonnellate di greggio, ma potrebbero arrivare a 50 milioni all’anno e il petrolio kazaco migliorerà sicuramente il suo rendimento.

Il progetto comune di Kazakistan ed Azerbaigian prevede l´ampliamento del porto di Kouryk sul Caspio dal quale il greggio proveniente dai giacimenti kazaki di Kachagan e Tenguiz sarà avviato su petroliere verso Baku, la capitale azerbaigiana.

I russi possono consolarsi con l’accordo sottoscritto oggi in Iraq che prevede un investimento di 4 miliardi di dollari per migliorare lo sfruttamento del giacimento di West Qurna-2, e che secondo il giornale Business & Financial Markets dovrebbe produrre ogni anno petrolio per un valore di 21 miliardi di dollari che dovrebbero essere divisi tra la russa Lukoil e il governo di Bagdad, come già prevedeva un contratto firmato ai tempi di Saddam Hussein e stracciato nel 2002.

In cambio la Russia ha annullato il debito dell’Iraq di 12 miliardi di dollari e la ConocoPhillips (che detiene il 20% di Lukoil) darà il suo sostegno alla compagnia russa e riceverà in cambio il 17,5% del contratto irakeno.

West Qurna-2 è un giacimento molto ambito, perché a causa dell´esaurimento di questa risorsa, è rimasto uno dei pochi posti rimasti dove il petrolio è quasi in superficie e i costi di estrazione sono quindi bassissimi, fruttando 30 milioni di tonnellate di petrolio di alta qualità all’anno.

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