[25/03/2008] Rifiuti

Il Tar della Campania blocca i camion dei rifiuti... perché potrebbero inquinare

NAPOLI. In Campania, in piena emergenza rifiuti, tra le tonnellate di rifiuti abbandonate in strada, le tonnellate di rifiuti pericolosi sotterrate negli anni nelle campagne e tra i pennacchi di fumo nero e diossine sviluppate dagli incendi appiccati ai cumuli di spazzatura, accade che nel comune di Marigliano, uno dei tre comuni insieme a Nola, Acerra del cosiddetto triangolo della morte, per una ditta che trasporta rifiuti è vietato parcheggiare i propri automezzi in aree non pavimentate. Lo stabilisce il Tar Campania con sentenza che dà ragione al comune e torto alla ditta trasportatrice: la vicenda ha inizio nel 2007 quando il comune campano ordina alla ditta di non parcheggiare gli automezzi in spazi privi di pavimentazione perché potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.

L’area infatti in più punti era priva di pavimentazione e il percolato avrebbe potuto precipitare senza alcun controllo dagli automezzi carichi di rifiuti, infiltrarsi- misto alle acque meteoriche - nel terreno e contaminare il sottosuolo e le falde acquifere.

A sostegno della decisione il tribunale richiama il disposto del codice ambientale (art. 178 comma 2) secondo cui i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente. In particolare il codice ambientale (così come modificato dal Dlgs 4/08) dice che tutto questo deve essere fatto “senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora”.

Il tribunale poi – sempre a sostegno della decisione presa - aggiunge e ricorda che la gestione dei rifiuti deve essere effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione (principi fra l’altro introdotti dal decreto correttivo nella parte prima dell’odierno codice ambientale).

E proprio per rendere possibile il raggiungimento di tale finalità lo Stato, la regione, la provincia autonoma e l’ente locale deve adottare ogni opportuna azione (come per esempio l’ordinanza comunale di divieto di parcheggio) nel rispetto dei poteri e delle funzioni di rispettiva competenza.

Lasciando dunque agli enti “le opportune azioni” e ai tribunali i giudizi di legittimità, la sentenza del Tar ricorda che in Campania esiste non solo l’emergenza dei rifiuti solidi urbani ma anche quella dei rifiuti tossici, pericolosi e speciali, delle discariche abusive e incontrollate. Che le sostanze qui depositate penetrano nel terreno contaminando il sottosuolo e le falde acquifere. Che lo stesso codice ambientale vieta e sanziona anche penalmente le discariche abusive e incontrollate, le quali a Marigliano di certo non mancano, ma evidentemente si notano meno dei camion che trasportano rifiuti.


Torna all'archivio