[20/03/2008] Urbanistica

Più restrittivi gli incentivi per l´efficienza energetica degli edifici

LIVORNO. Per usufruire degli incentivi per il risparmio energetico previsti dalla finanziaria 2008 occorrerà rispettare limiti più restrittivi rispetto a quelli obbligatori previsti dal Dlgs 192/2005 (relativo al rendimento energetico degli edifici). E’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale di due giorni fa il decreto del ministero dello sviluppo economico 11 marzo 2008 che definisce i valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale e di trasmissione termica per usufruire delle detrazioni del 55% per il periodo 2008-2010.
Secondo il nuovo decreto - che attua il disposto contenuto nell’articolo 1 comma 20 della legge finanziaria 2008 – fino al 31 dicembre 2009 devono essere rispettati i valori limite del fabbisogno e di trasmissione che già il Dlgs 192/2005 prevedeva ma a partire da gennaio 2010. Per il 2010 dunque il nuovo Dm prevede limiti ancor più restrittivi.
Se poi l’intervento di riqualificazione energetica include la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, tali generatori dovranno rispettare ulteriori condizioni fissate da norme tecniche (ossia devono avere un rendimento utile nominale minimo conforme alle classe 3 di cui alla norma Europea UNI-EN303-5), dal Codice ambientale (così come modificato dal Dlgs 4/2008) e dalle leggi regionali (se prevedono limiti di emissioni più restrittivi di quella nazionale).
Il Codice ambientale definisce infatti quali combustibili possono essere considerati come biomasse e fissa anche i limiti di emissione consentiti per tali impianti.
In generale, secondo il legislatore il materiale per essere definito come biomassa deve esser di tipo vegetale prodotto da coltivazioni dedicate o non (ma in questo caso il materiale deve essere trattato meccanicamente), da interventi selvicolturali, da manutenzione forestale e da potatura; dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti; dalla lavorazione esclusivamente meccanica di prodotti agricoli.
Il legislatore include poi anche la sansa di oliva disoleata avente però determinate caratteristiche (riportate nella tabella dell’allegato x, parte quinta del Codice ambientale) e ottenuta dal trattamento delle sanse vergini con n-esano per l’estrazione dell’olio di sansa destinato all’alimentazione umana e da successivo trattamento termico. E parla poi del liquor nero ottenuto nelle cartiere dalle operazioni di lisciviazione del legno e sottoposto ad evaporazione al fine di incrementarne il residuo solido.
Gli impianti termici che utilizzano le biomasse devono però rispettare valori limiti di emissione ben precisi, riferiti ad un ora di funzionamento dell’impianto a condizioni di esercizio più gravose esclusi i periodi di avviamento, arresto e guasti. I valori limite sono riferiti al volume di effluente gassoso secco rapportato alle condizioni normali.

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