[19/03/2008] Trasporti

Mobilità, programmazione unitaria per governance di qualità

ROMA. La carenza di adeguate misure di intervento nel settore e la cronica carenza di infrastrutture, determinano una rincorsa continua e affannosa da parte delle istituzioni che spesso si trovano a realizzare misure, pure se utili, assolutamente disorganiche tra loro.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Le aree metropolitane hanno il primato degli incidenti mortali da traffico, hanno il primato del numero di automobili per ogni mille abitanti, hanno il primato, in negativo, di carenza di un sistema integrato della mobilità caratterizzato da ferrovie - metropolitane - strade dedicate al trasporto collettivo - parcheggi di scambio.

Un unico grande Progetto unitario da realizzare con il concorso della Regione, delle Province, dei Comuni è la cosa di cui si ha bisogno. E’ anche il solo modo per far fare meglio la loro parte a tutte le Istituzioni pubbliche a partire dallo Stato nazionale.

E’ il solo modo per fare del Trasporto lo strumento ineliminabile, ma positivo, dello sviluppo e della qualità della vita dei cittadini.

Diminuire i tempi per la realizzazione delle opere
E’ davvero singolare la capacità mostrata dalle istituzioni, in questi anni, a rappresentare l’elenco delle esigenze riguardo le infrastrutture da realizzare ( linee metropolitane, ferrovie, strade, nodi di scambio) e la carenza di investimenti nel settore. Colpisce sempre la eccessiva lungaggine nella realizzazione delle opere. Per fare un esempio: di media tra programmazione, progettazione e realizzazione (caso di linea metropolitana o ferroviaria) passano non meno di 15 - 20 anni. Per questo motivo i problemi si aggravano e la rincorsa non finisce mai.

Occorre poter dare a tutti gli attori protagonisti: - Enti Locali, società di progetto, società di realizzazione, società interessate al cofinanziamento delle opere - l’interesse e la certezza che la congruità dei tempi è una delle condizioni preliminari per far partire l’opera. Se, ad esempio, la realizzazione di una linea metropolitana in unico lotto comporta tempi non inferiori a 8/10 anni (che diventano 11/12) e con la località interessata sottoposta a sacrifici interminabili, la possibile realizzazione in più lotti contemporanei potrebbe diminuire di oltre la metà i tempi preventivati.

Avere come principio la durata di quattro anni per la realizzazione di una linea metropolitana deve diventare principio di governo delle amministrazioni locali. Deve perfino essere possibile un investimento pluriennale per la realizzazione dell’opera che duri nel tempo più che la costruzione dell’opera stessa. I vantaggi economici sono certamente più elevati che il pagamento di possibili interessi al sistema creditizio.

Occorre superare anche la cultura della progettazione di nuova linea metropolitana solo dopo aver terminato la realizzazione della linea precedente. Se c’è un limite nei PUT è che essi, almeno nelle città di grandi dimensioni, si limiterebbero a garantire al meglio, ovvero a gestire l’ingorgo, la situazione presente. Questo perché il PRG nei fatti si interessa solo della urbanizzazione delle città e non anche e prioritariamente della maglia infrastrutturale per la mobilità e per i servizi.

Un PRG approvato assieme alla maglia infrastrutturale connessa prefigurerebbe che la progettazione della stessa maglia possa essere effettuata prioritariamente. La espansione urbanistica, in questo caso, dovrebbe seguire il finanziamento per la realizzazione della infrastruttura precedentemente già progettata.

Questa impostazione del resto comporterebbe davvero il pensare ad un progetto città che abbia una idea della sua “forma urbis” e che attraverso i suoi servizi, sarebbe in grado di essere omogenea. Senza periferie dal punto di vista del degrado, ma solo grandi e medi quartieri spazialmente definiti e policentrici con una loro propria identità e qualità dei servizi.

Una impostazione del genere non solo evita l’ingorgo ma trascina ad una governance capace di realizzare anche una pianificazione dell’utilizzo delle risorse umane. Evitare una mobilità eccessiva determinata da spostamenti che rendono la città un formicaio impazzito senza nessuna idea della buona utilizzazione dei propri cittadini, deve poter essere una strada da percorrere.

Ma evitare una mobilità eccessiva significa anche dare un nuovo equilibrio alle città dal punto di vista urbanistico. La Città non è un Garage deve diventare la linea guida della nuova programmazione territoriale.


*componente il Comitato Esecutivo dell’Associazione NOAUTO

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